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Atalanta, gli xG raccontano un problema più profondo: poche occasioni create e troppe concesse

Statistiche su questo poco brillante inizio di stagione

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Sei punti nelle prime cinque giornate lasciano ancora aperti diversi scenari per l’Atalanta, ma dietro la classifica c’è un dato che merita attenzione. La distanza dal settimo posto è di appena quattro punti, quindi il margine per recuperare terreno non manca. Le statistiche, però, indicano alcuni aspetti del rendimento sui quali la squadra dovrà intervenire.

Non è soltanto una questione di quantità di tiri. Il dato più significativo riguarda la qualità delle occasioni costruite e quella delle opportunità concesse agli avversari.

Atalanta, il saldo degli xG è negativo

Dopo cinque giornate, secondo i dati di ScoutingStats, l’Atalanta ha segnato cinque gol a fronte di 4,67 expected goals prodotti. Dall’altra parte, i nerazzurri hanno incassato sette reti concedendo occasioni per un valore complessivo di circa 9,8 xG.

Il confronto restituisce una fotografia precisa del momento. La differenza reti reale è di -2, mentre il saldo degli expected goals arriva a circa -5,13.

In altre parole, il risultato effettivo è finora meno negativo rispetto a quello che suggerirebbe la qualità complessiva delle occasioni create e concesse. L’Atalanta ha segnato leggermente più di quanto indicassero le opportunità costruite e ha subito meno reti rispetto al valore delle occasioni concesse.

Gli xG non sono una previsione automatica dei risultati futuri, ma aiutano a capire dove si concentra il problema. Nel caso nerazzurro, il dato segnala un equilibrio ancora da trovare in entrambe le aree di campo.

Non servono soltanto più tiri

Aumentare il numero delle conclusioni, da solo, non sarebbe sufficiente. L’obiettivo dovrebbe essere arrivare al tiro da posizioni più favorevoli, portando gli attaccanti più spesso nelle zone dalle quali è possibile creare occasioni di maggiore qualità.

Le difficoltà possono iniziare già nella costruzione dell’azione. Quando la circolazione del pallone è lenta o prevedibile, l’Atalanta rischia di arrivare sulla trequarti senza aver creato un vantaggio concreto.

In quelle situazioni gli attaccanti ricevono lontano dalla porta oppure devono affrontare una difesa già schierata. Il problema, quindi, non è necessariamente il tiro in sé, ma ciò che porta la squadra fino a quel momento.

Velocità nella circolazione, movimenti senza palla, occupazione degli spazi e capacità di superare la prima pressione diventano elementi decisivi per aumentare la qualità delle occasioni.

Gli oltre 9 xG concessi sono il dato più pesante

Il numero che richiede maggiore attenzione è però quello relativo alle occasioni concesse. In cinque giornate gli avversari hanno prodotto circa 9,8 expected goals.

Anche qui il semplice conteggio delle conclusioni può essere fuorviante. Concedere molti tiri dalla distanza non equivale a concedere poche occasioni ravvicinate e ad alta probabilità di gol. È la qualità delle opportunità a fare la differenza.

L’Atalanta deve quindi ridurre soprattutto le situazioni nelle quali gli avversari riescono a trovare spazio e arrivare alla conclusione da zone pericolose.

La fase di pressione resta centrale

Una parte del problema può essere ricondotta anche a ciò che accade quando la prima pressione non produce il recupero del pallone. In quel momento diventano fondamentali le distanze tra i reparti e la velocità con cui la squadra riesce a ricompattarsi.

Se gli avversari superano il primo ostacolo e trovano campo alle spalle della pressione, aumentano anche le possibilità di costruire occasioni di qualità.

Per questo il dato degli xG non racconta soltanto quanto l’Atalanta segni o subisca. Racconta soprattutto quanto valore riesca a dare alle proprie azioni offensive e quanto conceda quando perde il controllo dell’azione.

Con sei punti dopo cinque giornate e quattro lunghezze da recuperare sul settimo posto, la classifica lascia tempo per cambiare passo. Le statistiche, però, indicano già con una certa chiarezza dove intervenire.