Il possesso palla come mezzo, non come fine. È questo il principio attorno al quale Maurizio Sarri sta costruendo la nuova Atalanta, con l’obiettivo di dare alla squadra un’identità precisa fin dalle prime settimane di lavoro.
Un possesso con uno scopo
Nel calcio moderno la percentuale di possesso non basta più a raccontare una partita. Le squadre che riescono a gestire meglio il pallone lo fanno per controllare lo sviluppo del gioco, attirare la pressione avversaria, creare spazi e prepararsi anche alla riconquista immediata.
Un modello che richiama quello espresso dalla Spagna di Luis de la Fuente, capace di alternare circolazione del pallone e improvvise accelerazioni, senza ridurre il possesso a un semplice scambio di passaggi.
L’idea che prende forma a Bergamo
È su questi principi che Sarri ha iniziato a lavorare con il gruppo nerazzurro. L’obiettivo non è accumulare tocchi o migliorare una statistica, ma utilizzare il pallone per dettare tempi e zone della gara, limitando allo stesso tempo le possibilità di ripartenza degli avversari.
Anche un passaggio all’indietro, in quest’ottica, diventa uno strumento per ricostruire l’azione e spostare gli equilibri del campo, piuttosto che una semplice giocata conservativa.
Le risposte arriveranno dal campo
La preparazione estiva servirà a trasformare questi concetti in automatismi. Le prime amichevoli offriranno indicazioni sulla rapidità con cui la squadra riuscirà ad assimilare i principi richiesti da Sarri, chiamata a sviluppare un possesso palla funzionale, verticale quando necessario e sempre orientato al controllo della partita.




