Il Como dichiara di ispirarsi all’Atalanta. Il paragone però, analizzato dal Corriere di Bergamo, mostra due mondi agli antipodi. Se i lariani sognano di replicare l’ascesa di una provinciale in Europa, le fondamenta dei due progetti non potrebbero essere più diverse.
Proprietà e visione
Da una parte c’è il Como, guidato da una proprietà indonesiana che punta su un concetto di “lifestyle”. Un club vetrina, con tribune frequentate da VIP, turisti e celebrità di Hollywood. Dall’altra c’è l’Atalanta della famiglia Percassi, una realtà con radici profonde nel territorio e un legame genetico con la sua gente. La visione nerazzurra nasce dall’appartenenza, non dall’apparenza. Una differenza sostanziale che si riflette direttamente sulle scelte strategiche e sulla composizione della squadra.
Il cuore italiano del modello Atalanta
Il campo è lo specchio più fedele delle due filosofie. Il Como non schiera giocatori italiani, affidandosi a un organico internazionale. L’Atalanta, al contrario, è la squadra di vertice con il maggior numero di italiani in campo. Molti di questi sono talenti cresciuti nel vivaio di Zingonia, vero motore del club. Nell’ultima partita disputata, erano sei i giocatori italiani presenti nella formazione nerazzurra. Un segnale chiaro di un progetto che investe sull’identità e sulla valorizzazione del calcio nazionale, distinguendosi da modelli basati unicamente sull’immagine.




