Yunus Musah ha ritrovato se stesso al Milan, dopo una stagione complicata trascorsa anche all’Atalanta. Il centrocampista statunitense, tornato protagonista con la maglia rossonera e nuovamente convocato dalla Nazionale, ha raccontato a ESPN il momento che ha cambiato il suo percorso: la fiducia ricevuta da Ruben Amorim prima dell’inizio della stagione.
Un messaggio che inizialmente Musah aveva accolto con qualche dubbio. «Pensavo che lo dicesse solo per tenermi legato al club, come fanno altri allenatori», ha spiegato. Poi, durante la preparazione, ha visto concretamente che le parole del tecnico portoghese erano sincere.
«Ho visto che giocavo molto, che mi parlava spesso ed era vero. Come giocatore è quello che vuoi davvero: allenatori che credono in te e ti lasciano giocare».
La stagione difficile all’Atalanta
Il momento più complicato era arrivato nella precedente esperienza in nerazzurro. Musah non aveva trovato continuità e, parallelamente, aveva perso anche il posto nella Nazionale statunitense, fino alla mancata convocazione per il Mondiale.
«Non aver partecipato ai Mondiali è stato difficile, e con il passare della stagione me ne sono reso conto perché non venivo convocato per i raduni e non giocavo nemmeno con l’Atalanta», ha raccontato.
Un periodo che ha avuto conseguenze anche sul piano personale. Lontano dal calcio giocato e dai riflettori, Musah ha scelto di staccare completamente durante l’estate.
Ghana e Zanzibar per staccare dal calcio
Il centrocampista ha trascorso gran parte delle vacanze lontano dai social e dal telefono, dedicandosi alla vita quotidiana senza il rumore che aveva accompagnato i mesi precedenti.
«Sembrava che per me sarebbe stata una vacanza estiva. Non ero sui social media e non usavo molto il telefono. Ero semplicemente fuori con la gente del posto in Ghana e a Zanzibar a godermi l’estate».
Solo nell’ultima settimana di pausa Musah ha iniziato a rimettersi al lavoro, in vista della preparazione con il Milan.
La fiducia di Amorim lo ha riportato anche in Nazionale
Il cambio di scenario è arrivato con Amorim. Al Milan Musah ha trovato continuità, minuti e soprattutto la fiducia che gli era mancata nella stagione precedente. Le prestazioni offerte in questo avvio di annata hanno convinto anche Mauricio Pochettino a riportarlo stabilmente nel gruppo degli Stati Uniti.
Il ritorno in Nazionale ha così completato il percorso di rilancio del centrocampista, passato dalla delusione per la mancata convocazione al Mondiale a una nuova centralità con il club e con la selezione americana.
A fare la differenza, secondo Musah, è stata soprattutto una cosa: sentirsi nuovamente scelto dall’allenatore e avere la possibilità di dimostrare in campo il proprio valore.




