La sosta con la Croazia si è chiusa con pochi minuti per Mario Pašalić. Il centrocampista dell’Atalanta è entrato all’88’ nella sfida persa 1-2 contro la Spagna a Spalato, completando così quattro presenze nella finestra internazionale, tutte da subentrato. In totale ha raccolto poco più di cento minuti, senza mai partire titolare.
Pašalić torna a Bergamo con poche energie spese
Il minutaggio ridotto con la Nazionale può però rappresentare un vantaggio per l’Atalanta. La squadra di Maurizio Sarri si appresta infatti ad affrontare un calendario fitto, con otto partite in ventiquattro giorni, e deve fare i conti con cinque giocatori indisponibili. Pašalić rientra quindi a Zingonia con un carico di minuti contenuto.
L’assenza di Raspadori rende inoltre preziosa la capacità del croato di inserirsi e trovare la porta partendo dal centrocampo, una caratteristica che ha contraddistinto il suo rendimento a Bergamo.
Mezzala o vertice basso, la questione tattica
Il tema principale per Sarri resta però la posizione da assegnargli. Nel 4-3-3 Pašalić è stato utilizzato sia da mezzala sia davanti alla difesa, mentre il 4-2-3-1 provato durante una gara gli permetterebbe di giocare più vicino alla porta.
Per la sfida contro il Venezia resta in corsa anche Samardžić per una posizione avanzata. Dopo una sosta trascorsa quasi interamente in panchina con la Croazia, Pašalić torna quindi a disposizione dell’Atalanta con un obiettivo immediato: ritrovare spazio e una collocazione precisa nel sistema di Sarri.




