Atalanta, che fatica con le piccole: 17 punti persi e un rendimento negativo
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Atalanta, che fatica con le piccole: 17 punti persi e un rendimento negativo

L’Atalanta mostra due facce: forte con le grandi, sprecona con le piccole. Un’analisi dei dati svela un’emorragia di 17 punti e un rendimento preoccupante contro le neopromosse e le squadre di bassa classifica.

L’Atalanta della stagione 2025/26 vive un paradosso che rischia di compromettere i suoi obiettivi europei: implacabile contro le grandi squadre, ma sorprendentemente vulnerabile contro le formazioni di bassa classifica. Il pareggio per 1-1 a Pisa è solo l’ultimo episodio di una tendenza preoccupante, un difetto strutturale che ha già causato la perdita di un considerevole numero di punti e che la gestione tecnica non è ancora riuscita a risolvere in modo definitivo.

Un problema da 17 punti

L’analisi della classifica evidenzia una vera e propria emorragia di punti per la squadra nerazzurra. Contro le avversarie della parte destra della graduatoria, l’Atalanta ha lasciato per strada ben 17 punti. Questo problema, emerso con forza durante la gestione di Ivan Juric, sotto cui sono stati persi 12 punti, non si è risolto con l’arrivo di Raffaele Palladino, che ha comunque visto sfumare 5 punti contro squadre come Verona e Pisa. La lista dei passi falsi è lunga e include le sconfitte subite contro Verona, Sassuolo e Udinese, i doppi pareggi con il Pisa e i segni X contro Cremonese e Parma. Un lusso che una squadra con ambizioni europee non può concedersi.

Il tabù delle neopromosse

Il rendimento diventa ancora più critico se si analizzano le partite contro le squadre neopromosse. L’Atalanta non riesce a ottenere una vittoria contro una matricola da sei partite consecutive, una striscia negativa quasi da record. In questa stagione, il bilancio è di soli tre punti in quattro gare, frutto dei due pareggi con il Pisa, del punto ottenuto a Cremona e della sconfitta contro il Sassuolo. Per ritrovare l’ultimo successo bisogna tornare al 25 gennaio dell’anno precedente, in un 2-1 contro il Como. Da quel momento, la squadra ha raccolto solo delusioni, comprese quelle della stagione passata contro Parma e Venezia. In Serie A, solo la Lazio ha una striscia aperta peggiore, con sette gare senza vittorie contro le neopromosse.

Un confronto impietoso con le rivali

Il confronto diretto con le altre big del campionato mette in luce quanto questo difetto stia pesando sulla classifica dell’Atalanta. Tra le prime nove squadre della Serie A, la Dea è quella con il peggior rendimento contro le ultime undici. Nonostante abbia disputato più partite di tutte contro queste formazioni (13), ha raccolto solamente 22 punti, mantenendo una media di 1,69 punti a partita. Un dato nettamente inferiore a quello di concorrenti come l’Inter, che viaggia a una media di 2,73 punti, o della Roma. Anche il Bologna, pur avendo gli stessi punti, vanta una media superiore avendo giocato due partite in meno. Sono proprio queste le sfide che spesso determinano la qualificazione alle coppe europee.

Verso il minimo storico del decennio

La stagione attuale si avvia a segnare il punto più basso dell’ultimo decennio per l’Atalanta nel rendimento contro le squadre provenienti dalla Serie B. Anche vincendo le due partite rimanenti contro le matricole, la squadra chiuderebbe con un massimo di 9 punti in 6 incontri, non riuscendo a raggiungere la doppia cifra. Un dato in netto contrasto con le stagioni 2019/20 e 2020/21, quando i punti raccolti furono 16, ma anche con annate meno brillanti in cui si era comunque raggiunta quota 10. La prossima sfida del 9 febbraio contro la Cremonese rappresenta un’occasione fondamentale per invertire la rotta e cambiare mentalità.