L'attacco della Dea non va: il duello con Retegui pesa su Scamacca-Krstovic
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L’attacco della Dea non va: il duello con Retegui pesa su Scamacca-Krstovic

L’attacco dell’Atalanta fatica a trovare continuità. Scamacca e Krstovic non riescono a replicare l’efficienza di Retegui, lasciando un vuoto in zona gol.

I numeri dell’attacco atalantino non mentono. La squadra di Raffaele Palladino occupa con costanza la metà campo avversaria e costruisce gioco, ma la produzione offensiva si arena negli ultimi sedici metri. Esiste uno scarto evidente tra la mole di gioco prodotta e la capacità di trasformarla in gol, un problema che attraversa l’intera stagione 2025/26 e frena le ambizioni europee del club.

Le difficoltà dei singoli

I centravanti in rosa non hanno garantito la continuità richiesta. Gianluca Scamacca ha offerto un rendimento a intermittenza, senza mai trovare un ritmo costante all’interno della stagione. La sua disponibilità è stata a macchia di leopardo e non sempre accompagnata dall’incisività necessaria in zona gol. Al suo fianco, Nikola Krstovic si è dimostrato una soluzione utile per le sue caratteristiche, ma il suo contributo in termini di reti e qualità delle giocate decisive è stato limitato. La gestione di alcuni elementi offensivi, come Lookman, ha inoltre richiesto tempo per trovare un equilibrio, con effetti sulla fluidità della manovra.

Un paragone che pesa

Il confronto con la stagione passata diventa così inevitabile. L’efficienza offensiva poggiava su numeri differenti, garantiti da una presenza più stabile in area di rigore come quella di Retegui. L’ex centravanti nerazzurro assicurava non solo gol, ma anche una maggiore frequenza nella conversione delle azioni offensive in occasioni da rete. Proprio in questa differenza tra la fase di costruzione e quella di finalizzazione si trovano le radici di molte delle difficoltà attuali. Risolvere il rebus offensivo è il compito di Palladino per continuare a sognare l’Europa.