Dal divorzio dall’Atalanta al ritrovato rapporto a Roma. La storia tra Gian Piero Gasperini e Pierluigi Gollini si è lasciata alle spalle le tensioni del passato, come confermato dalle parole dell’allenatore dopo Como-Roma. Per il portiere, la partita ha segnato anche il ritorno in campo in Serie A dopo oltre un anno e mezzo.
Dalla rottura a Bergamo al ritrovo nella Capitale
«Non sono andato via per scelta tecnica, ma per problemi con una persona». Con queste parole Gollini aveva raccontato il suo addio all’Atalanta dopo quattro stagioni e mezza, al momento della presentazione alla Fiorentina. Il riferimento a Gasperini era evidente e i rapporti tra i due si erano deteriorati fino alla separazione.
Gli anni trascorsi lontano da Bergamo, però, hanno cambiato le cose. Quando si sono ritrovati a Roma, tecnico e portiere hanno avuto modo di confrontarsi e lasciarsi alle spalle le vecchie incomprensioni.
Gollini torna titolare e risponde presente
Como-Roma ha rappresentato una tappa significativa anche sul piano sportivo. Complice l’infortunio di Svilar, Gollini è tornato a disputare una partita di Serie A, cosa che non accadeva dal 5 ottobre 2024, quando l’Atalanta aveva battuto il Genoa per 5-1.
Il portiere si è reso protagonista di una prestazione importante, contribuendo a mantenere lo 0-0 nonostante la Roma fosse rimasta in dieci uomini dopo l’espulsione di Malen.
Gasperini: «A volte i ragazzi diventano presuntuosi»
Nel dopopartita, ai microfoni di Sky Sport, Gasperini è tornato sul periodo trascorso insieme a Bergamo, riconoscendo le qualità del portiere ma ricordando anche le ragioni delle tensioni.
«Era un ragazzo che stava facendo molto bene, è stato anche convocato come terzo in nazionale», ha spiegato il tecnico. Poi il riferimento alle difficoltà emerse nel loro rapporto: «Ai ragazzi poi succede di prendere un po’ di presunzione e non hanno più tanta voglia di imparare e fare. Io ho preso altre strade e lui era stato un po’ polemico».
Il giudizio sulle capacità di Gollini, tuttavia, non è mai venuto meno: «L’ho ritrovato a Roma dopo diversi anni, ma ho sempre saputo che fosse un buon portiere».




