Un legame che non si spezza. Marco Pacione, ex attaccante, ha raccontato il suo affetto per l’Atalanta e la città di Bergamo in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Un rapporto ancora vivo. L’ex giocatore ha ricordato i suoi anni formativi e il calore ricevuto dai tifosi nerazzurri, un sentimento che il tempo non ha scalfito.
Dalla Casa del Giovane all’affetto dei tifosi
Il suo racconto parte da lontano. “Da ragazzo per tre anni e mezzo vissi nel convitto dell’Atalanta, la Casa del Giovane”, ha spiegato Pacione, rievocando le sue origini nel club. Questo affetto è rimasto intatto. “I bergamaschi mi hanno voluto molto bene e sono legato a loro e al club”, ha aggiunto, menzionando anche inviti recenti come quello per l’inaugurazione del monumento dedicato alla vittoria in Europa League. Un segno chiaro di connessione.
Una carriera fisica e gli infortuni
La carriera di Pacione fu segnata da problemi fisici. “Avevo problemi alle cartilagini delle anche”, ha confessato, spiegando la decisione di fermarsi nonostante un’opportunità di giocare in Scozia. Fu meglio così. L’ex attaccante ha poi descritto il suo stile di gioco, che ha inciso sulla sua tenuta fisica. “Io ero un attaccante molto fisico, facevo a sportellate, ero generoso. Però mi sono infortunato parecchie volte”.




