In una lunga intervista concessa a L’Eco di Bergamo, Giorgio Scalvini ha aperto le porte al suo mondo interiore, condividendo le sensazioni del suo percorso di recupero e riaffermando il suo forte legame con i colori nerazzurri. Il difensore ha toccato vari argomenti, dal complesso rientro dopo i problemi fisici alla sua visione del futuro, passando per momenti chiave della stagione della squadra.
Le sensazioni del ritorno in campo
Tornare a calcare il terreno di gioco, per Scalvini, ha un sapore nuovo e quasi primordiale. “Tornare a giocare a calcio è bellissimo”, ha spiegato il difensore, sottolineando come le emozioni provate in questa sua “terza vita calcistica” siano persino più forti rispetto al passato. Il contatto con lo spogliatoio, il calore dei tifosi e l’adrenalina della partita sono sensazioni “pure”, che lo riportano alle origini della sua passione, a quando era solo un ragazzino. Un percorso non privo di ostacoli, come i piccoli stop muscolari successivi al rientro, definiti “fisiologici” dai medici dopo un lungo periodo di inattività. La vera chiave, secondo Scalvini, è la tenuta mentale, perché “è la testa che comanda tutto il resto”. Un piccolo segno di questa ritrovata battaglia sportiva è un occhio nero, ricordo di uno scontro di gioco con Coco durante la partita contro il Torino.
La svolta dopo Verona e il rapporto con i compagni
Un momento cruciale della stagione, secondo il difensore, è stata la sconfitta subita a Verona. Quella serata “negativa” ha funzionato da lezione per tutto il gruppo. L’errore, ha ammesso Scalvini, fu l’approccio mentale alla gara, una mancanza di concentrazione che ha fatto capire alla squadra l’importanza di affrontare ogni partita “al 100%, con la mentalità e lo spirito giusti”. Da quella presa di coscienza è partita la reazione della squadra. Scalvini ha poi espresso grande felicità per l’ascesa di un compagno come Bernasconi, quasi coetaneo. “Sono felicissimo per lui”, ha dichiarato, elogiandone non solo le qualità tecniche ma anche la serietà e la dedizione al lavoro.
Sul tecnico Palladino: “Ci ha insegnato una cosa”
“Palladino è innanzitutto una persona eccezionale che dialoga molto, creando una grande coesione tra noi e lo staff. Sa leggere le partite e indicarci la strada. Ci ha insegnato che bisogna saper soffrire: a questi livelli, contro avversari forti, ci sono momenti in cui devi difenderti. Il mister ci ha aiutato a essere cinici e a non crollare alle prime difficoltà, restando uniti”.
Futuro nerazzurro: “Penso solo all’Atalanta”
Nonostante la giovane età lo ponga naturalmente al centro di voci e attenzioni di mercato, Giorgio Scalvini ha le idee molto chiare sul suo futuro. Interrogato sulla possibilità di diventare una bandiera del club o di cercare fortuna all’estero, la sua risposta è stata netta e priva di esitazioni. “Sarò sincero: dopo tutto quello che ho passato, il mio unico pensiero fisso è giocare per l’Atalanta”, ha affermato. L’obiettivo primario del giocatore è ritrovare la condizione fisica ottimale e tornare a essere il calciatore che era prima degli infortuni, mettendo tutte le sue energie al servizio della Dea.




