Atalanta, Giuntoli difende il progetto Sarri: 'Serve tempo, non basta una sconfitta'
Home > Notizie Atalanta > Interviste Atalanta > Atalanta, Giuntoli difende il progetto Sarri: ‘Serve tempo, non basta una sconfitta’

Atalanta, Giuntoli difende il progetto Sarri: ‘Serve tempo, non basta una sconfitta’

Il ds Cristiano Giuntoli e il difensore Davide Zappacosta, dal Festival dello Sport, delineano il nuovo corso dell’Atalanta: fiducia in Sarri e nel suo metodo, che richiede pazienza e lavoro.

•

La parola d’ordine è tempo. Dal palco del Festival dello Sport di Trento, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha tracciato la linea per la nuova Atalanta, spiegando che una singola sconfitta non modificherà l’approccio del club al progetto tecnico guidato da Maurizio Sarri. Accanto a lui, il difensore Davide Zappacosta ha offerto il punto di vista dello spogliatoio sul cambio di filosofia di gioco.

Una rivoluzione tattica

Il passaggio da un sistema basato sulla marcatura a uomo a uno focalizzato sul possesso palla e sulle linee corte richiede un periodo di adattamento. Lo ha confermato Davide Zappacosta, che aveva già lavorato con Sarri al Chelsea. “L’ho ritrovato uguale, forse più elastico, ma sempre scrupoloso sui dettagli per raggiungere la perfezione”, ha spiegato il difensore. “Venivamo da un’idea di gioco che prediligeva il seguire l’uomo, mentre lui si concentra sulla palla”. Un percorso che secondo Giuntoli sta già dando frutti, nonostante i risultati recenti. “Abbiamo giocato meglio nelle ultime tre partite, che abbiamo perso, rispetto alle prime due in cui abbiamo fatto punti”, ha detto il ds, aggiungendo che la squadra è migliorata nella classifica del baricentro e dei tiri in porta. “Ora contano gli ultimi trenta metri, ma ci vuole tempo”.

Un mercato per il medio termine

La costruzione della squadra è stata pensata per supportare questa visione. Giuntoli ha espresso soddisfazione per aver convinto Sarri e per i rinnovi di giocatori chiave come Ederson e Scalvini. L’obiettivo è creare un mix tra elementi esperti, come Kolasinac e lo stesso Zappacosta, e nuovi innesti. “Puntiamo a prenderci delle soddisfazioni nel medio termine”, ha affermato il dirigente. Tra i nuovi arrivi, ha parlato di Gaetano come di un “grande lavoratore” che può adattarsi al gioco del tecnico e tornare utile anche per la Nazionale. Ha poi menzionato il riserbo mantenuto nell’operazione Elmas e l’acquisto di Kessie, chiuso grazie alla volontà del calciatore.

La forza del modello Zingonia

Le novità tattiche e di mercato non intaccano il DNA del club. “La forza dell’Atalanta è che non è cambiata”, ha osservato Zappacosta. “I Percassi sono stati bravi a mantenere la stessa mentalità e la stessa voglia di lavorare. Quando si entra a Zingonia ci si sente a casa”. Un concetto ribadito da Giuntoli, che ha descritto il centro sportivo come una “grande famiglia” con un livello umano altissimo e un settore giovanile considerato una miniera, su cui si investe molto. “Andare a Bergamo a giocare è sempre stato come andare dal dentista”, ha concluso, sottolineando la vicinanza dei tifosi. Intanto, la squadra guarda ai prossimi impegni con un occhio all’infermeria: Sulemana è quasi al rientro, mentre per Hien e Kossounou si dovrà attendere la seconda sosta. Raspadori ha un problema di lieve entità.