Un nuovo corso tattico potrebbe aprirsi per l’Atalanta con l’arrivo di Maurizio Sarri al posto di Raffaele Palladino. È un’ipotesi che vedrebbe la squadra bergamasca abbandonare i consueti schemi per un 4-3-3, con interventi mirati a rinforzare difesa e centrocampo, mantenendo intatta la varietà offensiva.
Una difesa a quattro per una nuova solidità
Il cambiamento più evidente riguarderebbe il reparto arretrato, con il passaggio a una linea a quattro. Questo modulo richiederebbe una maggiore flessibilità da parte dei centrali come Scalvini, Kossounou, Djimsiti, Hien e Kolasinac. A sinistra, Ahanor potrebbe essere adattato come terzino, entrando in competizione con Bernasconi. Sulla corsia destra, invece, si farebbe affidamento su Zappacosta e Bellanova, con Palestra come ulteriore opzione al suo rientro e il nome di Savona del Nottingham Forest che emerge come possibile rinforzo. L’obiettivo primario di Sarri sarebbe quello di aumentare la compattezza difensiva, anche a costo di sacrificare qualche elemento della rosa per trovare il giusto equilibrio.
Qualità e creatività: la rivoluzione a centrocampo
Anche la mediana sarebbe oggetto di una profonda revisione per adattarsi al nuovo sistema di gioco. Il progetto tecnico prevederebbe l’acquisto di almeno un nuovo centrocampista. Una delle idee più interessanti riguarda Lazar Samardzic, che potrebbe essere impiegato come mezzala in un centrocampo a tre per esaltarne la qualità tecnica e la visione di gioco. La costruzione del nuovo reparto dovrebbe però tenere conto del futuro di Éderson e della gestione di Yunus Musah, con la ricerca di profili giovani e versatili come priorità.
Attacco confermato: la forza della continuità
A differenza degli altri reparti, il fronte offensivo non dovrebbe subire stravolgimenti. La profondità e la varietà della rosa attuale offrono già ampie garanzie. La presenza di due centravanti come Scamacca e Krstovic, ali dalle caratteristiche diverse come Zalewski e Kamaldeen, e giocatori duttili come De Ketelaere e Raspadori, fornirebbe al tecnico tutte le opzioni necessarie per modulare l’attacco. Questa ricchezza di soluzioni permetterebbe di garantire continuità realizzativa senza grandi investimenti. Si delineerebbe così un’Atalanta trasformata nella struttura ma non nell’anima, pronta a unire la solidità del nuovo corso alla sua consolidata vocazione offensiva.




