Panada saluta l'Atalanta: "Mi ha reso uomo, alla Samp ho toccato il fondo. Riparto dal Venezia"
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Panada saluta l’Atalanta: “Mi ha reso uomo, alla Samp ho toccato il fondo. Riparto dal Venezia”

Simone Panada saluta l’Atalanta dopo 18 anni. Il giocatore racconta il periodo buio alla Sampdoria, la rinascita con l’U23 e la firma con il Venezia.

Dopo diciotto anni si chiude un capitolo lungo una vita. Simone Panada lascia l’Atalanta per iniziare una nuova avventura in Serie A con il Venezia, ma il suo addio è l’occasione per ripercorrere un viaggio fatto di crescita, momenti difficili e rinascite. Il centrocampista, cresciuto nel vivaio nerazzurro, ha affidato a un’intervista, che puoi leggere su Bergamonews.it, il racconto delle sue ultime stagioni, a partire dal prestito alla Sampdoria che lo ha segnato profondamente.

Il punto più basso alla Sampdoria

L’esperienza a Genova è durata solo sei mesi, un periodo che Panada non esita a definire catastrofico. “Sono arrivato al limite mentale”, ha spiegato il giocatore, ricordando un momento preciso. Dopo una sconfitta per 4-0 in Coppa Italia contro la Salernitana, ha detto basta. “Mi ero preso delle colpe che non avevo e mi sono chiesto chi me lo facesse fare. Avevo perso la voglia di andare al campo ad allenarmi”. La difficoltà non era solo tecnica. L’ambiente ha giocato un ruolo decisivo. “Mentalmente, prima che calcisticamente, fu catastrofico. Ho toccato il fondo”. Panada descrive un’atmosfera cupa e disunita, con poca comunicazione. “È stato il momento più difficile della mia carriera”, ha ammesso.

La rinascita con l’Under 23 e il legame con Modesto

Il ritorno a Bergamo, nell’Under 23, ha rappresentato una vera e propria svolta. “Mi sono ritrovato, ho ripreso ad essere il ragazzo allegro che ero sempre stato”, ha raccontato. Figura chiave di questa rinascita è stato l’allenatore Francesco Modesto. “Mi ha dato fiducia sin da subito. Con lui ho costruito un rapporto bellissimo, è davvero quasi come un secondo padre”. Gli anni in Serie C si sono rivelati formativi, con due qualificazioni ai playoff e la sfida di misurarsi in gironi competitivi come il girone C, dove le seconde squadre non sempre sono viste di buon occhio. Anche il lavoro con il tecnico Bocchetti è stato positivo, nonostante un infortunio che gli ha impedito di partecipare ad alcune trasferte impegnative.

Venezia e la Serie A: “Bello sentirsi voluti”

Il futuro di Simone Panada è ora in Serie A, con la maglia del Venezia. La società neopromossa ha creduto fortemente in lui, offrendogli un contratto fino al 2030. “È bello sentirsi voluti, mi avevano cercato anche nell’estate 2025”, ha fatto notare il centrocampista. L’organizzazione del club lagunare lo ha colpito sin dal primo momento. “Vedevo tanto interesse nei miei confronti, ci tengono molto”. Un nuovo inizio meritato sul campo, dopo aver superato le difficoltà e aver ritrovato il sorriso proprio grazie a quel mondo Atalanta che ora saluta con gratitudine. “Grazie Dea, mi hai reso uomo”.