“L’Italia è casa nostra per davvero”. Le parole di Marten de Roon, affidate al podcast olandese In De Waaier met, raccontano un legame che supera il campo da gioco. Il capitano dell’Atalanta, in visita alla “NL House” per le Olimpiadi di Milano-Cortina, ha svelato la sua doppia anima, divisa tra le radici olandesi e un presente e futuro a Bergamo. Un sentimento che coinvolge tutta la sua famiglia.
Un derby in famiglia
Il dualismo emerge anche tra le mura domestiche. De Roon ha raccontato con un sorriso un aneddoto legato alla finale dei 5000 metri di pattinaggio, vissuta con sentimenti contrastanti. “Mentre io tifavo per la nostra Merel Conijn, mia figlia sosteneva a gran voce l’azzurra Lollobrigida”. Una scena che descrive la sua realtà quotidiana. “Vedere tutto questo arancione mi fa sentire a casa, ma l’Italia è casa nostra per davvero”, ha spiegato il giocatore, ricordando come due dei suoi tre figli siano nati proprio in Italia e che Bergamo sia il luogo che chiamano “casa” quando rientrano dalle vacanze.
L’obiettivo Oranje
Dagli spalti olimpici, dove si è emozionato per le gare di short track, il pensiero del centrocampista vola al prossimo Mondiale. L’ambizione di vestire ancora la maglia dell’Olanda non è svanita. “Un piccolo sogno lo puoi sempre avere, c’è ancora un 1% di speranza”, ha confessato. L’obiettivo è chiaro e passa anche da un traguardo personale. “Sono a quota 42 presenze in Nazionale, magari un giorno arriverò a cinquanta…”. La determinazione è quella di partecipare, in qualsiasi ruolo: “Magari andrò a Kansas City come tifoso o per analizzare una partita, ma sarebbe bello far parte di quella spedizione”.




