Due debutti in maglia azzurra, due storie che partono da Bergamo. La vittoria dell’Italia per 1-0 sul Lussemburgo ha segnato la prima volta in Nazionale maggiore per Honest Ahanor, difensore dell’Atalanta, e per Samuele Inácio, attaccante del Borussia Dortmund. Percorsi differenti che si incrociano sotto la stessa bandiera, confermando la qualità del settore giovanile nerazzurro.
Ahanor, l’investimento che ripaga la Dea
L’esordio di Honest Ahanor è il culmine di una crescita verticale. Arrivato a Bergamo nell’estate del 2025 per una cifra vicina ai sedici milioni di euro, il difensore classe 2008 ha bruciato le tappe. La società ha creduto in lui, facendolo debuttare in Champions League a settembre contro il PSG e concedendogli oltre venti presenze in stagione. Nato ad Aversa da genitori nigeriani e cresciuto a Genova, ha ottenuto la cittadinanza italiana a marzo. Due mesi dopo era già in Under 21, e ora è arrivata la chiamata del CT ad interim Silvio Baldini. Fisico imponente e piede mancino, Ahanor rappresenta un profilo moderno su cui l’Atalanta ha scommesso e che ora raccoglie i frutti del suo investimento.
Inácio, il talento di Zingonia che brilla altrove
Accanto ad Ahanor, ha debuttato anche Samuele Inácio, un talento che a Bergamo conoscono bene. Nato in città il 2 aprile 2008 e figlio dell’ex attaccante Inácio Piá, ha trascorso quasi dieci anni nelle giovanili dell’Atalanta. La sua storia, però, ha preso una piega diversa nell’estate del 2024, quando il Borussia Dortmund lo ha ingaggiato a parametro zero. Un’operazione che ha generato il disappunto del presidente Luca Percassi e ha portato la questione davanti alla FIFA. In Bundesliga, sotto la guida di Niko Kovač, Inácio ha già trovato il suo primo gol, dimostrando una crescita che oggi fa la fortuna del club tedesco e rappresenta un rimpianto per la Dea.
Un futuro azzurro con il marchio di Bergamo
In una serata che ha visto sedici esordienti lanciati da Baldini per ricostruire la Nazionale, la presenza di due giocatori legati a Zingonia non è casuale. È la prova del lavoro svolto dal settore giovanile atalantino. Ahanor è un patrimonio attuale del club, pronto a crescere ulteriormente in nerazzurro. Inácio, pur essendo andato via, è un ambasciatore della qualità prodotta dall’accademia. Domenica, nella trasferta a Heraklion contro la Grecia, Ahanor avrà probabilmente un’altra occasione per mettersi in mostra. Per un ragazzo che solo pochi mesi fa ha ricevuto la cittadinanza, ogni minuto in azzurro è un passo in una storia che a Bergamo seguono con grande attenzione.




