Emanuelson compie 40 anni: il ricordo della sua breve avventura all'Atalanta
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Emanuelson compie 40 anni: il ricordo della sua breve avventura all’Atalanta

Urby Emanuelson festeggia 40 anni. La sua esperienza a Bergamo fu fugace, ma lasciò il segno con due assist e un rigore procurato. Ripercorriamo la sua parentesi nerazzurra e la sua nuova vita da allenatore.

Urby Emanuelson festeggia oggi il traguardo dei 40 anni. L’ex calciatore olandese, oggi impegnato nel percorso da allenatore, ha vissuto nel corso della sua carriera anche una parentesi con la maglia dell’Atalanta durante la seconda parte della stagione 2014-2015.

Arrivato a Bergamo nel gennaio 2015 dalla Roma, Emanuelson rimase in nerazzurro per pochi mesi, lasciando comunque il proprio contributo in un’annata che vide la squadra cambiare guida tecnica nel corso del campionato.

L’esperienza a Bergamo

Con la maglia dell’Atalanta l’esterno olandese collezionò nove presenze complessive. Le prime quattro arrivarono sotto la gestione di Stefano Colantuono, mentre le successive cinque con Edy Reja in panchina.

Pur senza trovare la via del gol, Emanuelson partecipò ad alcune azioni decisive della stagione. Il 19 aprile 2015, nella sfida dell’Olimpico contro la Roma, conquistò il calcio di rigore trasformato da Germán Denis per il momentaneo pareggio atalantino.

I due assist per Denis e Migliaccio

L’olandese lasciò il segno anche con due assist da calcio d’angolo. Il primo arrivò il 20 febbraio contro la Juventus, quando Giulio Migliaccio trovò la rete di testa sugli sviluppi di un suo cross.

Pochi mesi più tardi, il 26 aprile contro l’Empoli, un altro calcio d’angolo battuto da Emanuelson permise a Denis di firmare il gol del definitivo 2-2.

Una carriera tra grandi club europei

L’esperienza bergamasca rappresenta una delle tante tappe del percorso professionale dell’ex nazionale olandese. Cresciuto nell’Ajax, Emanuelson ha indossato anche le maglie di Milan, Fulham, Roma, Hellas Verona, Sheffield Wednesday e Utrecht.

Terminata la carriera da calciatore, ha scelto di restare nel mondo del calcio intraprendendo il percorso in panchina. Oggi il suo nome resta legato anche ai pochi ma significativi mesi trascorsi con la maglia dell’Atalanta, impreziositi da alcuni contributi decisivi nella corsa salvezza della stagione 2014-2015.