Da quattordici stagioni unisce la passione per i colori nerazzurri alla sua professione. È la storia di Gabriele Calvi, chef dell’Atalanta, che in un’intervista riportata da CalcioAtalanta ha svelato i segreti della sua cucina. Il suo lavoro è un pilastro per il benessere del gruppo, unendo tecnica e creatività per supportare le prestazioni degli atleti.
Serenità e innovazione a tavola
“Sono orgoglioso. Unisco passione e professione, fare il cuoco nello sport mi fa crescere, cambia la tecnica, perché la qualità per uno sportivo è importante”, ha affermato Calvi, che si definisce tifoso prima che cuoco. La sua filosofia è chiara: il cibo è uno strumento per il benessere psicofisico. “Io so che devo trasmettergli serenità, la corretta alimentazione migliora benessere fisico e mentale, dona energie per affrontare le sfide”. Per questo motivo, è sempre alla ricerca di “nuove ricette per dare varietà e novità particolari”, evitando la monotonia. Anche un piccolo rito, come la “Moka speciale portafortuna” che accompagna la squadra nelle trasferte all’estero, contribuisce a creare l’atmosfera giusta. Un percorso ricco di emozioni, come sottolineato dallo stesso chef, guidato da un motto che ne riassume l’etica professionale: “Sii più bravo di ieri, meno di domani e impara dai più bravi di te”.




