Se lo stadio avversario non si svuotava, il martedì era prevista una doppia seduta di allenamento. A svelare il retroscena su Maurizio Sarri, attuale tecnico dell’Atalanta, è l’ex giocatore del Napoli Faouzi Ghoulam in un’intervista al Corriere dello Sport. Per l’allenatore, vincere non era sufficiente: bisognava imporre il proprio calcio fino a scoraggiare la resistenza avversaria, compresa quella del pubblico.
Il parametro degli spalti vuoti
Ghoulam ha svelato un metodo particolare usato da Sarri per misurare la superiorità della sua squadra. I giocatori, intorno al 70′ minuto di gioco, controllavano gli spalti per verificare se i tifosi di casa stessero iniziando a lasciare l’impianto. Se il pubblico avversario restava al suo posto, significava che la prestazione non era stata abbastanza convincente e che il dominio non era stato totale. Questo non era un semplice dettaglio, ma un indicatore con conseguenze concrete per la squadra.
La conseguenza della doppia seduta
L’incentivo a non rallentare mai, neanche con un vantaggio di due o tre gol, era legato direttamente al programma di allenamento. Se la squadra non riusciva a “svuotare” lo stadio avversario, il martedì successivo era prevista una doppia seduta di lavoro.




