L’analisi di Maurizio Sarri sul momento dell’Atalanta è chiara: la squadra deve liberarsi mentalmente per esprimere il suo potenziale. In una chiacchierata con L’Eco di Bergamo, l’allenatore ha tracciato un bilancio dell’avvio di stagione, indicando la strada da seguire per superare le difficoltà attuali.
Una supremazia territoriale sterile
Sarri ha spiegato come la squadra abbia fatto progressi tattici evidenti. “Rispetto alle prime partite abbiamo alzato il baricentro di più di venti metri”, ha detto, menzionando anche l’aumento del possesso palla e della supremazia territoriale. Questo dominio, però, non si traduce in efficacia offensiva. “Il tutto rimane poco incisivo, ci manca l’interpretazione delle situazioni, quella vera”, ha aggiunto. Il risultato è una manovra che produce poche occasioni da gol e scarse iniziative individuali, dando l’impressione di una squadra “più in balia degli eventi che una squadra che sa indirizzare gli eventi”.
La soluzione: giocare senza alibi
La ricetta dell’allenatore è diretta. “Io penso che il passo debba essere quello di sbloccarsi e andare a giocare a calcio, poi vedere quello che funziona e quello che non funziona”. Sarri ha invitato a non cercare più scuse, affermando che è il momento di smettere di dire “che abbiamo bisogno di tempo, perché può diventare un alibi per tutti”. L’ambiente trovato a Bergamo è una base solida da cui ripartire, descritto come “un panorama unico nel calcio italiano” con una società di alto livello dove “il fattore umano è ancora presente”. In vista della sfida con il Venezia, l’obiettivo è uno solo: “Mi piacerebbe vedere una squadra che gioca a calcio, perché se ci liberiamo la testa può essere che ora non venga un grande risultato, ma in futuro verrà sicuramente”.




