Un legame che va oltre il campo, quello tra Giorgio Scalvini e l’Atalanta. Il difensore classe 2003, in un’intervista rilasciata all’ANSA, ha ripercorso la sua carriera in nerazzurro, definendo il club una “famiglia“. Un percorso che parte dal settore giovanile fino alla conquista di un trofeo europeo, passando per un esordio sognato e realizzato.
Un sogno diventato realtà
Il cammino di Scalvini è iniziato osservando i campioni da lontano. “Era bello quando ci allenavamo e al di là della siepe c’era la prima squadra, magari arrivava qualche pallone“, ha ricordato il difensore. Un’immagine che si è trasformata in realtà il 24 ottobre di cinque anni fa, in occasione di Atalanta-Udinese, partita che ha segnato il suo esordio in Serie A. Un momento descritto come “qualcosa di fantastico, un sogno che si realizzava“. Scalvini ha espresso anche un desiderio per il futuro del vivaio: “Sarebbe bellissimo che anche gli altri ragazzi che giocano nel nostro settore giovanile potessero arrivare in prima squadra“.
Il trionfo europeo e il senso di appartenenza
Il punto più alto della sua avventura a Bergamo è stata la vittoria dell’Europa League. “È stato il gradino più alto per me e l’Atalanta, una notte indimenticabile“, ha affermato. Questo successo è il frutto di un ambiente che Scalvini considera speciale: “L’Atalanta è una famiglia, Luca Percassi mi ha visto crescere. Ci tengo a ringraziare allenatori e compagni dal settore giovanile alla prima squadra, con loro sono cresciuto diventando la persona e il calciatore che sono“.
La promessa ai tifosi
Il difensore ha dedicato un pensiero anche al pubblico bergamasco, descrivendo i tifosi come “fantastici, ci supportano e ci sono sempre“. A loro ha rivolto una promessa che riassume il suo impegno e quello della squadra, che va al di là del risultato: “Posso assicurare che noi calciatori onoriamo il motto ‘la maglia sudata sempre’“.




