Continua a far discutere il calcio di rigore che ha deciso Atalanta-Cagliari, trasformato da Daniel Maldini per il definitivo 2-1 dei rossoblù. A tornare sull’episodio è stato l’ex arbitro e opinionista di Dazn Luca Marelli, che ha analizzato il tocco di mano di Sead Kolasinac sul colpo di testa di Alessandro Deiola.
“Movimento del braccio particolare, ma spiegabile”
Secondo Marelli si tratta di una situazione al limite dell’interpretazione regolamentare.
“Il fallo di mano di Kolasinac sul colpo di testa di Deiola che ha portato all’assegnazione del calcio di rigore a favore del Cagliari rappresenta un episodio molto borderline”, ha spiegato.
L’ex arbitro ha evidenziato come la dinamica dell’azione renda difficile una valutazione netta: “Il movimento del braccio è molto strano, ma nella dinamica dell’azione ci sta che il braccio si possa alzare in quella maniera”.
Le attenuanti per il difensore atalantino
Nella valutazione dell’episodio pesano anche alcuni elementi favorevoli a Kolasinac.
“Ci sono le attenuanti: il calciatore dell’Atalanta era poco distante e di spalle”, ha sottolineato Marelli, riferendosi alla ridotta distanza tra i due giocatori e alla posizione del difensore al momento dell’impatto.
Perché il Var ha confermato la decisione
L’analista arbitrale ha poi chiarito il motivo del mancato intervento dalla sala Var.
“In questi casi il Var non interviene perché non si tratta di un chiaro ed evidente errore. È un episodio borderline”, ha concluso.
Una valutazione che conferma come la decisione dell’arbitro di assegnare il rigore fosse sostenibile dal punto di vista regolamentare, pur restando uno degli episodi più discussi della sfida vinta dal Cagliari al Gewiss Stadium.




