L’ex attaccante dell’Atalanta, Guido Marilungo, ha analizzato il momento della squadra in un’intervista a Radio Sportiva, soffermandosi sulla necessità di concedere tempo al nuovo tecnico. Secondo Marilungo, chiunque fosse arrivato dopo Gasperini avrebbe avuto bisogno di un periodo di adattamento. Le sue parole chiariscono la situazione: “Maurizio Sarri è un grande allenatore che ha un suo modo particolare di allenare”.
Due filosofie a confronto
Il cuore del discorso di Marilungo riguarda la transizione tattica da un sistema all’altro. “Secondo me cambiano le richieste dell’allenatore, soprattutto se sei stato abituato a lavorare uomo contro uomo quasi a tutto campo come fa Gasperini”, ha spiegato. L’ex attaccante ha descritto Gasperini come uno dei precursori in Italia di un’idea di calcio basata sulla marcatura a uomo e sulla pressione alta dei difensori. Al contrario, Sarri lavora diversamente. “Sarri lavora più sulle zone. Sono due idee di calcio differenti, quindi ci vuole del tempo”, ha aggiunto, evidenziando come la maggior parte dei giocatori fosse abituata a concetti di gioco completamente diversi.
Fiducia e pazienza
Nonostante le difficoltà iniziali, Marilungo si è detto fiducioso. “Mi auguro che sia l’uomo giusto per l’Atalanta. Sarri è un grande allenatore e non può non essere Sarri un non giusto”. La sua principale preoccupazione riguarda la scarsa pazienza tipica del calcio italiano. “Ci vuole tempo, ma adesso, soprattutto in Italia, si concede poco tempo nel calcio”. La conclusione è un invito ad attendere i frutti del nuovo lavoro. “L’Atalanta è una squadra che va un po’ aspettata, ma ci può stare”.




