Palladino trasforma la Dea: dai 13 punti di Juric alla rincorsa per l'Europa
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Palladino trasforma la Dea: dai 13 punti di Juric alla rincorsa per l’Europa

Da una media da salvezza a una rincorsa per l’Europa. La cura Palladino ha cambiato il volto dell’Atalanta: ecco come i nerazzurri sono rinati dopo il difficile avvio con Juric.

L’Atalanta ha cambiato marcia. La gestione di Raffaele Palladino ha trasformato una squadra che sembrava aver smarrito la propria identità sotto la guida di Ivan Juric, trasformando una stagione anonima in una rincorsa verso le posizioni di vertice. I numeri, dall’11 novembre in poi, raccontano una metamorfosi netta, che ha riportato entusiasmo e risultati a Bergamo.

I numeri di una crisi

L’avventura di Ivan Juric sulla panchina nerazzurra si è chiusa con un bilancio che parlava da solo. In 11 giornate di campionato, la squadra aveva raccolto appena 13 punti. Una media di 1,18 a partita, più vicina alla lotta per la salvezza che alle ambizioni europee del club. Il confronto con la stagione precedente era severo: nove punti in meno rispetto all’Atalanta di Gasperini. Al di là della classifica, era l’involuzione del gioco a destare allarme. La squadra appariva contratta, quasi timorosa, con un attacco che produceva appena 13 reti e una difesa fragile, come dimostra il pesante 4-0 subito a Parigi in campo europeo.

La rivoluzione di Palladino

L’arrivo di Raffaele Palladino ha invertito la rotta. Senza stravolgere l’impianto tattico basato sul 3-4-2-1, il nuovo tecnico ha lavorato sulla mentalità e sulla libertà dei suoi uomini migliori. I risultati sono stati immediati. Nelle prime 17 gare ufficiali, la percentuale di vittorie è salita al 58,82%, a fronte del 26,67% della gestione precedente. La squadra ha iniziato una scalata in classifica, passando dal tredicesimo al settimo posto e riducendo a cinque punti il distacco dalla zona Champions. Giocatori come Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori sono tornati al centro del progetto, liberi di esprimere la loro creatività e di innescare punte come Gianluca Scamacca.

L’Europa come nuovo orizzonte

È stato forse in campo internazionale che il cambio di passo si è manifestato con più forza. L’Atalanta di Palladino ha cancellato l’immagine di squadra insicura vista a inizio stagione. Ha ritrovato la consapevolezza per affrontare le grandi d’Europa. Le prestazioni contro l’Eintracht a Francoforte, battuto 3-0, e contro il Chelsea a Bergamo, superato per 2-1, non sono state casuali. Sono il frutto di un ritrovato coraggio e di una precisa identità di gioco, che punta a imporre il proprio calcio senza timore dell’avversario. La squadra ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli.

Carattere e ‘garra’: la nuova identità

La nuova Atalanta sa vincere, ma sa anche soffrire. Se le vittorie larghe contro Lecce e Torino hanno mostrato la ritrovata potenza offensiva, il pareggio ottenuto a Como ha rivelato un altro aspetto della guarigione. Giocare in dieci uomini e strappare un punto, anche grazie agli interventi di un attento Carnesecchi, è il segnale di un gruppo unito e combattivo. La squadra non è più fragile. La Cremonese, prossima avversaria, troverà di fronte un’Atalanta che ha fame e ha riscoperto la propria anima.