Cesare Prandelli vede la Juventus leggermente avanti alla vigilia della sfida contro l’Atalanta. L’ex commissario tecnico della Nazionale, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha analizzato il confronto dell’Allianz Stadium soffermandosi soprattutto sulle scelte di Luciano Spalletti e Maurizio Sarri.
Per Prandelli sarà una sfida molto tattica tra due allenatori toscani che si conoscono e si stimano. “Giocheranno una partita a scacchi”, ha spiegato, indicando in Spalletti il tecnico che arriva all’appuntamento con qualche certezza in più.
Spalletti, la risposta dopo il 5-0 al NEC
A spostare l’ago della bilancia, secondo Prandelli, è soprattutto quanto mostrato dalla Juventus in Europa League. Il 5-0 contro il NEC ha restituito una squadra che l’ex CT ha visto “bella, coesa, compatta”, con gioco, profondità e gol.
La difesa a tre, però, non è l’unica spiegazione della prestazione. Prandelli sottolinea soprattutto la capacità di Spalletti di adattare la squadra alle diverse esigenze tattiche.
“Spalletti ha una squadra che si può adattare a vestiti tattici diversi”, ha spiegato. Per l’ex allenatore, il cambio di sistema conferma il mestiere del tecnico bianconero, capace di modificare le proprie idee in base al momento della squadra.
Tra i singoli, il nome indicato per la Juventus è quello di Nico Gonzalez. Con Kenan Yildiz indisponibile, Prandelli considera l’argentino il giocatore più forte a disposizione di Spalletti e ne apprezza la capacità di giocare a destra, a sinistra e centralmente.
Positivo anche il giudizio su Douglas Luiz, la cui crescita viene collegata alla fiducia ricevuta dall’allenatore.
Kolo Muani largo, Woltemade come il giovane Ibrahimovic
Prandelli ha parlato anche del ballottaggio offensivo tra Kolo Muani e Woltemade. La sua preferenza tattica è chiara: il francese, a suo giudizio, rende meglio quando può partire largo e avere spazio da attaccare.
Su Woltemade, invece, l’ex CT ha espresso un apprezzamento particolare. Lo segue dai tempi dell’Under 21 tedesca e ne sottolinea soprattutto la capacità di leggere il gioco.
Il paragone con Ibrahimovic riguarda esclusivamente la struttura fisica. Prandelli non considera il tedesco altrettanto potente, ma lo associa al giovane Zlatan visto nei primi anni alla Juventus.
Kessie e Raspadori, due nomi per l’Atalanta
Sul fronte nerazzurro, Prandelli ha commentato anche il ritorno di Franck Kessie. Secondo l’ex allenatore, nella scelta di tornare a Bergamo avrebbe pesato più la riconoscenza verso l’Atalanta che l’aspetto economico.
“Kessie è un giocatore di personalità ed esperienza”, ha aggiunto Prandelli, inserendolo insieme a Jonathan Rowe e Gianluca Scamacca tra gli elementi di qualità della formazione di Sarri.
Il nome scelto come possibile protagonista contro la Juventus è però un altro: Giacomo Raspadori. “Io punto su Raspadori, che ha una tradizione favorevole contro la Juventus”, ha dichiarato.
“Serve pazienza” per il nuovo corso di Sarri
Prandelli ha infine affrontato il tema della nuova Atalanta. Dopo un avvio di campionato caratterizzato da due vittorie e due sconfitte, l’ex CT invita a non avere fretta nel giudicare il lavoro di Sarri.
“Serve pazienza, la rivoluzione è stata totale”, ha spiegato. Il calcio dell’allenatore toscano, secondo Prandelli, è raffinato e richiede tempo per essere assimilato.
L’ex CT resta comunque ottimista sul progetto nerazzurro e sottolinea il sostegno della proprietà e il lavoro di Cristiano Giuntoli, che conosce Sarri dai tempi del Napoli.
Alla vigilia della sfida, dunque, Prandelli indica la Juventus come favorita ma individua nell’Atalanta diverse armi da tenere in considerazione, con Raspadori tra i giocatori che potrebbero incidere maggiormente sul confronto.




