Il fallo di Kalulu su Jonathan Rowe in Juventus-Atalanta era da calcio di rigore. L’ammissione arriva direttamente dal nuovo designatore arbitrale, Daniele Orsato, durante il primo incontro stagionale con i club di Serie A. Una presa di coscienza che, tuttavia, non è bastata a placare il tecnico dell’Atalanta, Maurizio Sarri, che ha commentato con durezza il mancato intervento della tecnologia in quella circostanza.
La nuova linea arbitrale e l’autocritica
Durante la riunione tenutasi a Lissone, Orsato e il direttore tecnico Domenico Messina hanno illustrato la nuova filosofia arbitrale, riassumibile nel concetto di “lasciar giocare”. L’obiettivo è ridurre le interruzioni per contatti di lieve entità per favorire un gioco più fluido e spettacolare. Questo approccio prevede anche un uso più limitato del Var, che interverrà solo quando l’arbitro “non vede” o “non vede bene” un’azione. Pur mostrando autocritica per alcuni errori commessi nelle prime giornate, tra cui l’episodio che ha coinvolto l’attaccante nerazzurro, i vertici arbitrali hanno confermato che la linea tecnica adottata non cambierà. I dati statistici supportano questa direzione: il tempo di gioco effettivo è aumentato, mentre sono diminuiti falli, rigori ed espulsioni rispetto alle stagioni precedenti.
La stoccata di Sarri e la richiesta di uniformità
A fronte di un clima generalmente collaborativo, con diversi allenatori che hanno apprezzato il dialogo, la reazione di Sarri è stata di tutt’altro tenore. Il commento del tecnico sull’episodio di Rowe è stato tagliente e non ha lasciato spazio a interpretazioni. “Se non si chiama il Var per un gesto del genere, va abolito”, ha dichiarato l’allenatore. Queste parole riflettono la frustrazione per una decisione che ha inciso su una partita di cartello e si contrappongono ai giudizi più diplomatici di altri colleghi. La posizione di Sarri, al di là del singolo episodio, si allinea alla richiesta principale avanzata da tutti i club: l’uniformità di giudizio. Gli allenatori necessitano di un metro di valutazione chiaro e coerente da trasmettere ai giocatori, per evitare che decisioni diverse su episodi simili si ripetano nel corso del campionato.




