✗ De Roon a scuola di bergamasco: lezioni speciali fuori da Zingonia
Home > Notizie Atalanta > Rocchi chiarisce su Roma-Atalanta: “Il tocco di De Roon è regolare”

Rocchi chiarisce su Roma-Atalanta: “Il tocco di De Roon è regolare”

Il designatore arbitrale Rocchi mette fine alle polemiche di Roma-Atalanta. Analizzati gli episodi chiave: il tocco di braccio di De Roon e il fallo su Zalewski. Ecco il verdetto.

Gianluca Rocchi mette un punto sulle polemiche arbitrali seguite alla partita tra Roma e Atalanta. Il designatore degli arbitri, durante la trasmissione Open VAR, ha analizzato gli episodi più discussi della sfida dell’Olimpico. La sua valutazione ha confermato la correttezza delle decisioni prese dall’arbitro Matteo Marcenaro e dai suoi assistenti.

Il gol di Krstovic e il tocco di De Roon

Al centro del dibattito c’era la rete di Nikola Krstovic, viziata secondo la Roma da un tocco di braccio di Marten De Roon a inizio azione. Rocchi ha spento le polemiche con una spiegazione tecnica. ‘Condivido in pieno il fatto che quel braccio non andasse assolutamente sanzionato’, ha affermato. Il rimpallo sul corpo del centrocampista olandese è stato classificato come accidentale e ininfluente per lo sviluppo della manovra. Il gol sarebbe stato annullato, ha precisato Rocchi, solo se De Roon stesso avesse concluso a rete nell’immediatezza del tocco. La gestione dell’episodio tra campo e sala VAR è stata quindi promossa.

Nessuna espulsione per il fallo su Zalewski

L’analisi ha riguardato anche le proteste da parte dell’Atalanta. La squadra di Raffaele Palladino chiedeva un cartellino rosso per Niccolò Pisilli, autore di un intervento su Nicola Zalewski. Anche in questa circostanza, il designatore ha appoggiato la decisione dell’arbitro. ‘Affinché scatti un’espulsione diretta per grave fallo di gioco, il regolamento impone il rispetto di determinati requisiti’, ha spiegato Rocchi. Nello scontro specifico mancavano tre dei quattro parametri necessari per giustificare il provvedimento più severo. Il verdetto di Rocchi chiude così il capitolo delle controversie, restituendo la scena al calcio giocato.