Samardzic, l'occasione improvvisa e il segreto: "Allenarsi sempre al 100%"
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Samardzic, l’occasione improvvisa e il segreto: “Allenarsi sempre al 100%”

Chiamato in campo all’ultimo secondo per l’infortunio di De Ketelaere, Lazar Samardzic ha brillato. Il serbo svela la ricetta per la sua prontezza: “L’unico modo è allenarsi forte, ogni giorno”.

 

Un infortunio nel riscaldamento cambia i piani di Raffaele Palladino. Charles De Ketelaere si ferma durante l’ultimo tiro prima di rientrare negli spogliatoi, costringendo il tecnico a ridisegnare l’attacco. Dentro Lazar Samardzic. Il giocatore serbo ha trasformato un imprevisto in una vetrina, rispondendo con una prestazione di tecnica e visione di gioco. “Charles è rientrato e mi ha detto: ‘Laki, preparati perché mi sono fatto male’”, ha raccontato Samardzic a DAZN, descrivendo i momenti concitati prima del fischio d’inizio. Pochi istanti per resettare la mente e farsi trovare pronto.

La cultura del lavoro

La prontezza di Samardzic non nasce dal caso. Arriva da lontano. Il centrocampista ha svelato la sua filosofia per mantenersi sempre al massimo livello, anche quando il minutaggio è ridotto. “Il segreto è semplice: il lavoro quotidiano”, ha spiegato. Per chi non gioca con continuità, l’unica via è spingere ancora di più durante la settimana. “Io vado sempre al 100% in seduta, non mi risparmio mai. È per questo che ero pronto”. Una mentalità che gli ha permesso di entrare in partita con la giusta “fame”, mancando il gol solo per una traversa che ancora trema.

Libertà di attaccare

La prestazione del serbo si inserisce in un meccanismo offensivo che funziona a memoria. L’intesa tra gli attaccanti è il frutto di un’idea tattica precisa voluta da Palladino. “La filosofia è chiara: vogliamo solo attaccare, guardare sempre in avanti”, ha confermato Samardzic. I tre giocatori offensivi hanno la libertà di creare e scambiarsi di posizione, con un obiettivo comune. La forza del gruppo emerge proprio in queste situazioni. “Non importa chi scende in campo dal primo minuto: il livello resta alto perché sappiamo esattamente cosa fare con la palla e come muoverci senza”.