Tredici nazionali per l'Atalanta, Sarri chiede più personalità in campo
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Tredici nazionali per l’Atalanta, Sarri chiede più personalità in campo

Tredici giocatori dell’Atalanta convocati dalle rispettive nazionali, ma in campo la personalità latita. Il tecnico Maurizio Sarri mette i suoi di fronte alle proprie responsabilità. Un paradosso evidente.

La sosta porta via tredici giocatori all’Atalanta, ma Maurizio Sarri non considera il numero dei convocati una garanzia sufficiente. Il tecnico nerazzurro, in conferenza stampa, ha chiesto maggiore personalità alla squadra, spostando l’attenzione dai problemi tattici alla responsabilità dei singoli.

Un tema che si aggiunge al lavoro già previsto durante la pausa. Sarri avrà meno giocatori a disposizione a Zingonia, ma dovrà anche lavorare sull’atteggiamento mostrato nelle prime partite della stagione.

Tredici giocatori convocati dalle nazionali

Sono tredici gli atalantini chiamati dalle rispettive selezioni. Un dato significativo per una rosa che può contare su diversi giocatori ormai stabilmente inseriti nei gruppi delle nazionali maggiori.

Per il Belgio è stato convocato Charles De Ketelaere, mentre Sead Kolasinac rappresenterà la Bosnia e Franck Kessie la Costa d’Avorio. Dalla Croazia arriva la chiamata per Mario Pasalic, mentre Eljif Elmas è stato convocato dalla Macedonia.

Ci sono poi Nikola Krstovic con il Montenegro, Nicola Zalewski con la Polonia e Lazar Samardzic con la Serbia. Quattro, invece, gli italiani: Marco Carnesecchi, Giacomo Raspadori, Giorgio Scalvini e Gianluca Scamacca.

Completa l’elenco Relja Obric, convocato dalla Slovenia Under 21.

Sarri e la richiesta di maggiore personalità

Il numero dei convocati assume un significato particolare alla luce delle parole pronunciate da Sarri. L’allenatore ha sottolineato la necessità di vedere maggiore personalità da parte dei suoi giocatori, nonostante una rosa composta anche da elementi con esperienza internazionale.

Il tecnico ha quindi posto l’accento sull’atteggiamento individuale. La questione non riguarda soltanto il sistema di gioco o i meccanismi difensivi, ma anche la capacità dei calciatori di assumersi responsabilità nei momenti della partita.

È un aspetto sul quale Sarri dovrà intervenire insieme alla squadra al rientro dalla sosta. Le convocazioni internazionali raccontano infatti il livello raggiunto da molti giocatori dell’Atalanta, mentre il tecnico chiede che questo bagaglio emerga anche nelle prestazioni con la maglia nerazzurra.

La pausa avrà dunque un doppio effetto: da una parte ridurrà il gruppo a disposizione di Sarri, dall’altra offrirà al tecnico l’occasione per lavorare su ciò che ritiene ancora insufficiente.