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Atalanta U23, Beati: «Ho venti giocatori performanti, mi rendono la vita facile»

Le parole del tecnico.

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L’Atalanta Under 23 si è lasciata alle spalle tre sconfitte consecutive conquistando una vittoria importante sul campo del Gubbio. Il 2-0 maturato nel finale, con le reti di Diao all’83’ e Bonanomi nel recupero, ha restituito fiducia alla formazione nerazzurra. Nel post partita, il tecnico Nicola Beati ha analizzato la prestazione in conferenza stampa, soffermandosi sulla crescita del gruppo, sull’importanza dei cambi e sugli obiettivi stagionali.

La preparazione della partita e le difficoltà del Gubbio

Beati ha riconosciuto il valore degli avversari, nonostante il momento complicato attraversato dalla squadra umbra, arrivata alla quinta sconfitta consecutiva.

«È sempre un po’ difficile parlare delle altre squadre, semplicemente perché non conosco bene la situazione: la conosco da una settimana, da quando ho iniziato a studiarli. Devo dire che era una partita un po’ delicata, perché sia noi sia loro arrivavamo da un periodo negativo, e quindi ci sta un po’ di difficoltà, di mancanza di lucidità nelle scelte e di fatica a districarsi in situazioni che, quando le cose vanno bene, diventano tutto più facili.

Avendoli studiati, vedo che il Gubbio ha la forza e le qualità, secondo me, per fare un bel campionato, soprattutto in zona offensiva, con giocatori molto interessanti. Temevamo molto questa partita proprio perché avevamo percepito il valore individuale di alcuni ragazzi del loro gruppo, e venendo anche noi da un periodo negativo era una gara delicata: siamo stati bravi a indirizzarla e a farla nostra».

Il controllo del gioco e la solidità difensiva

L’allenatore ha spiegato anche le indicazioni date alla squadra prima del fischio d’inizio, sottolineando la necessità di mantenere il possesso per riuscire a esprimere al meglio le qualità dei propri giocatori.

«Devo dire che l’avevamo preparata così: ho detto ai ragazzi di comandare il gioco. Volevo che tenessero il pallone, perché quando teniamo palla piano piano riusciamo a trovare le nostre cose. Invece quando subiamo un po’ la partita, come è capitato nelle ultime due, anche per le condizioni climatiche e del campo che non ci hanno permesso di fare il nostro solito gioco, siamo andati un po’ in difficoltà. Oggi avevo chiesto di comandare la partita e sono stati bravi a farlo.

È logico che c’è una dose di rischio, perché il Gubbio ha giocatori veloci ed efficaci in ripartenza, però faccio i complimenti ai miei ragazzi: hanno concesso veramente poco, niente, sono stati molto attenti anche nelle marcature preventive e, cosa non da poco per una squadra così giovane, hanno tenuto botta per tutti i novanta minuti».

La crescita del gruppo e gli obiettivi stagionali

Nonostante le difficoltà legate a un calendario intenso e agli impegni ravvicinati, Beati si è detto soddisfatto del percorso intrapreso dalla squadra. Per il tecnico, la priorità resta valorizzare il talento dei giovani, senza perdere di vista l’importanza dei risultati.

«Sinceramente sono abbastanza soddisfatto. Indipendentemente dalla vittoria, che ovviamente fa vedere tutto con altri occhi, io che li vedo nel quotidiano noto una crescita costante di tutto il gruppo, e questo mi fa ben sperare. È logico che sia un campionato tosto, duro, che si vince ai punti: c’è da lottare in ogni partita, su ogni pallone di ogni partita.

Si incontrano squadre organizzate e mestieranti, con molta più esperienza di noi, quindi il nostro obiettivo è far crescere al meglio il talento che hanno quasi tutti i ragazzi, e devo dire che sono abbastanza soddisfatto del percorso che stanno facendo».

Sul traguardo da raggiungere nel corso della stagione, l’allenatore ha ribadito la necessità di procedere passo dopo passo: «Prima di tutto non sono abituato a guardare tanto lontano, ma con i ragazzi lo devi fare. Abbiamo l’obiettivo di una crescita costante, di imparare da tutte le partite, e dobbiamo essere bravi a far coesistere questo con i risultati, perché il risultato dà autostima. I ragazzi devono percepire anche la delicatezza di partite come quella di oggi, e oggi hanno risposto veramente bene».

I cambi decisivi e i venti giocatori a disposizione

Diao e Bonanomi, entrambi subentrati, hanno deciso la partita nel finale. Beati ha però preferito condividere i meriti con l’intero gruppo, sottolineando la profondità della rosa e il contributo di chi entra a gara in corso.

«No, come dicevo al collega, vedo una crescita media della rosa: ho venti giocatori performanti, e questo mi rende la vita facile. È logico che poi si metta in mostra chi entra fresco con la squadra avversaria già stanca, alla quale abbiamo tirato un po’ il collo, e faccia bella figura, perché sono ragazzi che hanno qualità. Non sempre è facile entrare bene e stare in partita: questo mi gratifica, vuol dire che sono dentro il progetto e dentro il gruppo.

Poi a volte con i cambi le cose vanno bene, a volte vanno male: oggi sono stato fortunato».

Il riferimento a Guardiola e le idee di gioco

In chiusura, a Beati è stato chiesto quanto si ispiri a Pep Guardiola per i movimenti delle mezzali e i tempi di uscita. Il tecnico ha riconosciuto il valore dell’allenatore spagnolo, spiegando però che il lavoro quotidiano è orientato soprattutto a fornire ai giovani più soluzioni tattiche.

«Hai citato un allenatore che secondo me è il migliore della storia, quindi è logico… ma adesso non esageriamo. Noi cerchiamo di fare umilmente il nostro lavoro, con delle rotazioni, perché il calcio adesso richiede dinamicità, richiede di conoscere più cose, magari di attaccare in un modo e difendere in un altro. E quindi cerchiamo di dare ai ragazzi più strumenti possibili per rendere loro la vita facile in gara».