Atalanta U23: il modello delle seconde squadre vale 260 milioni l'anno
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Atalanta U23: il modello delle seconde squadre vale 260 milioni l’anno

Uno studio sul mercato Under 21 evidenzia il ruolo delle seconde squadre. L’Atalanta U23 si afferma come strumento strategico per la crescita dei talenti nel sistema calcistico italiano.

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C’è un dato che fotografa bene il peso crescente dei giovani nel mercato della Serie A: gli Under 21 assorbono circa il 22% degli investimenti, pari a 260 milioni di euro all’anno, all’interno di una spesa complessiva di 9,3 miliardi tra il 2018/19 e il 2025/26. È uno dei numeri contenuti nell’analisi Ifis dedicata al calcio italiano, nella quale trova spazio anche il modello delle seconde squadre.

In questo quadro si inserisce l’Atalanta U23, progetto nato per accompagnare i talenti verso il calcio professionistico e ridurre il salto tra settore giovanile e prima squadra.

Il percorso dei giovani parte dall’Italia

L’analisi evidenzia anche quanto sia importante la filiera nazionale. Il 79% degli Under 21 acquistati dai club di Serie A arriva infatti dal sistema italiano. Serie B, Serie C e dilettanti rappresentano il 59% dei nuovi ingressi, mentre il 13% proviene direttamente dalle formazioni Primavera.

C’è poi un’altra caratteristica del mercato italiano: il ricorso ai prestiti. Secondo i dati dello studio, rappresentano il 68% delle operazioni relative agli Under 21.

Il confronto con altri grandi campionati europei mette in evidenza una differenza di approccio. Ligue 1 e Bundesliga puntano maggiormente sulla crescita interna dei propri giovani, mentre in Italia il percorso passa spesso anche da trasferimenti e prestiti.

Atalanta U23, una tappa verso la prima squadra

È proprio qui che il progetto delle seconde squadre assume un peso particolare. L’Atalanta U23 permette ai giovani del vivaio di misurarsi direttamente nel calcio professionistico, senza dover interrompere il percorso di crescita una volta terminata l’esperienza nelle categorie giovanili.

I risultati del modello non si misurano soltanto attraverso le presenze in Serie C. Nel periodo preso in esame da Ifis sono stati registrati 36 trasferimenti di giocatori dalle seconde squadre verso le prime squadre di Serie A.

Per l’Atalanta, il principio è evidente anche nella gestione quotidiana dell’U23. La formazione nerazzurra continua a rappresentare un passaggio intermedio tra il vivaio e la squadra di Serie A, offrendo minuti e responsabilità a giocatori ancora in fase di formazione. Il progetto ha inoltre già prodotto calciatori capaci di affacciarsi alla prima squadra, come dimostra il percorso di Giovanni Bonfanti, passato dall’Atalanta U23 all’esordio in Serie A.

Il sistema delle seconde squadre cresce

Attualmente il modello coinvolge tre club di Serie A in Serie C: Atalanta, Juventus e Inter. Il Milan Futuro, invece, è sceso in Serie D dopo la stagione precedente. La FIGC ha confermato anche per il 2026/27 la disciplina relativa alle seconde squadre di Atalanta, Inter e Juventus.

Il progetto nerazzurro, quindi, si inserisce in una trasformazione più ampia del calcio italiano. L’obiettivo non è soltanto trovare spazio ai giovani, ma accompagnarli in una fase delicata della carriera, quando il passaggio dal settore giovanile al professionismo rischia di diventare il principale ostacolo alla crescita.

Per l’Atalanta U23 il percorso continua a essere quello: formare, far giocare e mettere i propri talenti davanti alle richieste del calcio dei grandi. Un passaggio che, nel modello italiano delle seconde squadre, sta assumendo un peso sempre maggiore.