L’Atalanta indica la strada. Secondo l’analisi di Gianluca Di Marzio, il valore delle seconde squadre non si misura con i trofei vinti nelle categorie inferiori, ma con la capacità di forgiare giocatori pronti per il calcio professionistico. I risultati recenti delle formazioni Under 23, incluse le sconfitte di Juventus Next Gen e della stessa Atalanta contro la Casertana, non sono il punto. L’obiettivo è un altro: preparare i giovani alle pressioni del calcio dei grandi.
Bernasconi, il simbolo di un progetto vincente
Lorenzo Bernasconi è l’esempio concreto di questa filosofia. Il difensore è cresciuto nel settore giovanile nerazzurro e ha conquistato rapidamente un posto da titolare in prima squadra, dimostrando di essere pronto per la Serie A. Questo è il vero successo del progetto. Durante il suo podcast ‘Caffè Di Marzio’, il giornalista ha menzionato anche altri casi, come quelli di Matias Soulé e Kenan Yildiz, che hanno permesso alla Juventus di generare plusvalenze dopo la loro esperienza nella Next Gen. Questi percorsi dimostrano come il modello non soffochi le ambizioni delle squadre minori, ma fornisca un contesto formativo per talenti che altrimenti rischierebbero di perdersi.
Una riforma per il sistema calcio
Il dibattito si sposta ora sul piano istituzionale. L’auspicio è che la FIGC, con la possibile nuova presidenza, possa spingere per un’espansione di questo modello a un numero maggiore di club. Si parla anche della possibilità di introdurre un obbligo per le società di Serie A di dotarsi di una seconda squadra strutturata. Un sistema che, seguendo l’esempio di Bergamo, potrebbe diventare una soluzione per la crescita dell’intero movimento calcistico italiano. La via per il futuro è già tracciata.




