L’arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta chiude un’era. Dopo un decennio caratterizzato dalla marcatura a uomo sotto le gestioni di Gasperini, Juric e Palladino, la squadra si prepara a una rivoluzione tattica. Come immaginato e analizzato da Prima Bergamo, il nuovo corso imporrà il passaggio alla difesa a zona, un cambiamento che modificherà non solo lo schieramento ma anche la mentalità dei giocatori.
Una difesa da reinventare
La rivoluzione partirà dalla difesa. Si abbandonerà la linea a tre con marcature individuali per una difesa a quattro basata sulla copertura degli spazi. Una transizione che richiederà grande spirito di adattamento. Giocatori come Isak Hien e Berat Djimsiti, già abituati a questo modulo con le rispettive nazionali, potrebbero avere una marcia in più. Anche Giorgio Scalvini è considerato abbastanza versatile per il nuovo sistema, mentre per giovani come Honest Ahanor, classe 2008, si tratterà di un percorso di apprendimento. Non è escluso un intervento sul mercato: il nome di Mario Gila della Lazio intriga, ma l’operazione sarebbe costosa.
L’estate sarà un laboratorio tattico
Il ritiro estivo sarà un laboratorio tattico decisivo. Il processo di cambiamento non sarà né semplice né immediato, e la capacità di Sarri di insegnare calcio si rivelerà fondamentale per plasmare la nuova identità della squadra. Ai giocatori verrà richiesta massima disponibilità per assimilare movimenti e letture difensive completamente nuovi. La rapidità con cui il gruppo interiorizzerà una filosofia di gioco così diversa determinerà il successo di questa nuova era per l’Atalanta.




