Si chiude un capitolo a Bergamo. Tony D’Amico lascia l’Atalanta dopo quattro stagioni che hanno ridefinito il club sia sul campo che nei bilanci. Come scritto da TuttoAtalanta, il suo mandato si conclude con un’eredità tangibile: la vittoria dell’Europa League il 22 maggio 2024 e plusvalenze nette che superano i 400 milioni di euro. Per il direttore sportivo, la destinazione più probabile appare ora la Roma.
Un architetto del mercato da 400 milioni
Arrivato nel 2022, D’Amico ha gestito il mercato nerazzurro con una strategia chiara, trasformando investimenti in profitti record. La sua gestione è stata un modello di valorizzazione dei talenti. L’operazione più emblematica resta la cessione di Rasmus Højlund al Manchester United per 79,8 milioni di euro, appena un anno dopo averlo acquistato per 21 milioni. A questa si aggiungono altre vendite di grande impatto economico, come quella di Teun Koopmeiners alla Juventus per 58,4 milioni e quella di Mateo Retegui all’Al Qadsiah per 61,8 milioni. Queste operazioni hanno finanziato le campagne acquisti successive, garantendo al club una solidità economica senza precedenti e la possibilità di reinvestire costantemente sulla rosa.
Dalle plusvalenze al trionfo di Dublino
Il successo finanziario è andato di pari passo con quello sportivo. I capitali generati dalle cessioni sono stati reinvestiti per costruire una squadra competitiva ai massimi livelli. Giocatori come Ademola Lookman, Gianluca Scamacca e Charles De Ketelaere, arrivati durante la sua gestione, sono diventati pilastri della formazione che ha conquistato l’Europa League. Il trionfo di Dublino rappresenta il culmine di un progetto quadriennale in cui la visione economica ha alimentato direttamente l’ambizione sportiva, dimostrando che è possibile vincere mantenendo i conti in ordine. La strategia di D’Amico ha permesso di alzare un trofeo europeo senza mai compromettere la sostenibilità del club.
Il valzer dei direttori: Giuntoli a Bergamo, D’Amico a Roma
L’addio di D’Amico si inserisce in un quadro di rinnovamento che coinvolge anche la panchina, con la fine del ciclo di Gasperini e l’arrivo di Sarri. Il futuro del direttore sportivo sembra essere nella capitale, dove potrebbe assumere la guida dell’area tecnica della Roma. Si profila un interessante passaggio di consegne, con Cristiano Giuntoli indicato come suo successore a Bergamo. Questo scambio tra due dei dirigenti più apprezzati del calcio italiano segna l’inizio di una nuova fase strategica per entrambe le società. Bergamo saluta un dirigente che ha lasciato in eredità un trofeo europeo e un tesoro nei conti del club.




