La Roma dovrà pagare per assicurarsi il direttore sportivo Tony D’Amico. La proprietà giallorossa, guidata da Friedkin, è pronta a versare un indennizzo superiore ai 500mila euro nelle casse dell’Atalanta per liberare il dirigente, ancora vincolato da un contratto con il club bergamasco. Un esborso economico per un dirigente, non per un calciatore: uno scenario raro nel calcio italiano.
La fermezza dell’Atalanta
La società nerazzurra non intende fare sconti. Nonostante D’Amico sia stato di fatto sollevato dal suo incarico operativo a Bergamo, la dirigenza dei Percassi fa valere la validità del contratto in essere. Questa resistenza ha obbligato la Roma a mettere sul piatto una cifra importante per sbloccare la situazione. La mossa conferma la linea gestionale dell’Atalanta, che non concede favori e tratta la liberazione di un proprio tesserato, anche se dirigente, come una vera e propria operazione di mercato, un braccio di ferro che ora sembra vicino alla conclusione.




