Maurizio Sarri è il nuovo allenatore dell’Atalanta. L’annuncio del 15 giugno pone fine a settimane di attesa, ma apre uno scenario senza precedenti per il club bergamasco, che si ritrova con tre tecnici contemporaneamente sotto contratto. La firma con l’ex Lazio è arrivata solo dopo la risoluzione del rapporto con Raffaele Palladino, una mossa che ha creato una situazione finanziaria e gestionale complessa.
Un valzer di panchine costoso
Per ufficializzare Sarri, l’Atalanta ha dovuto prima chiudere il capitolo Palladino. La società sperava in una rescissione consensuale, ma l’accordo non è stato trovato. Di conseguenza, il club ha comunicato l’esonero del tecnico. Questa decisione lascia l’Atalanta con ben tre allenatori sul proprio libro paga. Oltre a Sarri, che ha firmato un contratto triennale da circa tre milioni di euro netti a stagione, figurano ancora Palladino e Ivan Jurić. Entrambi gli ex allenatori sono legati al club da un accordo fino al 30 giugno 2027, con uno stipendio di due milioni di euro netti ciascuno. La dirigenza spera che Jurić, accostato al Monza, e Palladino trovino presto una nuova sistemazione per alleggerire il bilancio.
Il benvenuto al nuovo tecnico
Nonostante le complessità contrattuali, il club ha dato un caloroso benvenuto al nuovo allenatore. In una nota ufficiale, la famiglia Percassi e quella Pagliuca hanno accolto Sarri nella famiglia nerazzurra. Il comunicato ha ripercorso la carriera del tecnico toscano, sottolineandone il percorso unico. Un viaggio partito dai campi della Seconda Categoria aretina fino alla conquista del tetto d’Europa con il Chelsea e del tricolore con la Juventus.




