L’Argentina ha conquistato la finale del Mondiale rimontando contro l’Inghilterra, e lo ha fatto con una forte impronta legata a Bergamo. Sono tre gli ex atalantini che si giocheranno la coppa contro la Spagna: il commissario tecnico Lionel Scaloni, il difensore Cristian Romero e il portiere Juan Musso. Un filo nerazzurro che unisce il passato della Dea al presente della nazionale albiceleste.
La coppia Scaloni-Romero, un legame nerazzurro
Lionel Scaloni ha portato ancora una volta la sua nazionale all’ultimo atto della Coppa del Mondo. L’ex giocatore, che ha concluso la sua carriera proprio a Bergamo tra il 2015 e il 2017, ha costruito un ciclo vincente. La sua gestione ha portato due trionfi in Copa America e la vittoria del Mondiale di quattro anni fa. Al centro del suo progetto difensivo c’è Cristian ‘Cuti’ Romero, un altro ex nerazzurro. Scaloni lo ha fatto esordire nel 2021 e da allora non vi ha mai rinunciato. Il difensore sarà un punto fermo anche nella finale contro la Spagna, proprio come lo fu contro la Francia quattro anni prima.
Da Musso a Gomez: la Dea e le finali mondiali
A sognare il bis c’è anche Juan Musso, attuale portiere dell’Atlético Madrid. Sebbene il titolare sia Emiliano Martinez, la sua presenza in panchina rappresenta un traguardo importante per un giocatore che a Bergamo ha collezionato 99 presenze, inclusa la titolarità nella notte di Dublino. La tradizione di ex atalantini in finale è un fatto consolidato. Nel 2022, a raggiungere l’ultimo atto fu anche il Papu Gomez, che aveva lasciato la Dea da quasi due anni per trasferirsi al Siviglia.
Una tradizione che parte da lontano
Il legame tra l’Atalanta e le finali mondiali non è recente. Prima di Gomez, altri ex nerazzurri hanno raggiunto questo traguardo, come Filippo Inzaghi nel 2006 e Roberto Donadoni nel 1994. Un caso particolare fu quello di Claudio Caniggia, che nel 1990 era un giocatore dell’Atalanta ma non poté disputare la finale a causa di una squalifica. L’unico calciatore a disputare una finale mondiale da tesserato dell’Atalanta resta lo svedese Bengt Gustavsson nel 1958.




