L’Atalanta ha tifosi anche molto lontano da Bergamo. Uno di loro vive a Saida, nell’Algeria occidentale, e si chiama Noureddine Dahmani. Ha 28 anni, studia per diventare allenatore e il suo legame con la Dea è nato quasi per caso, davanti a una partita di Europa League.
Era il 14 settembre 2017 quando l’Atalanta affrontò l’Everton. Noureddine seguiva già il calcio italiano, ma non aveva ancora scelto una squadra da sostenere. Quella serata cambiò tutto.
La partita contro l’Everton
L’Atalanta vinse 3-0 grazie alle reti di Andrea Masiello, Alejandro Gomez e Bryan Cristante. Per Noureddine, però, il risultato fu soltanto una parte della storia.
“Nell’estate del 2017, ho visto, per caso, l’Atalanta giocare contro l’Everton in Europa League”, ha raccontato il tifoso algerino. A conquistarlo fu soprattutto il modo in cui la squadra affrontava la partita: “Sono rimasto colpito dallo stile di gioco della squadra, dal modo in cui era gestita”.
Da quella serata iniziò un interesse sempre più forte. Noureddine cominciò a seguire la Dea e a conoscerne la storia, fino a trasformare quella curiosità iniziale in una vera passione.
“Una squadra del popolo”
A convincerlo non fu soltanto il calcio proposto dall’Atalanta. Nel club bergamasco Noureddine riconobbe qualcosa di diverso, un’identità che andava oltre il campo.
“Ho percepito come l’Atalanta fosse un club diverso: rappresentava il vero calcio, una squadra del popolo”, ha spiegato. Un’impressione legata soprattutto al rapporto tra la squadra e la sua gente.
È proprio il legame con i tifosi bergamaschi ad averlo colpito maggiormente. “Ammiravo la passione e l’attaccamento dei tifosi bergamaschi, quell’amore mi commuoveva. Mi sono subito avvicinato alla squadra”.
La Dea oltre i confini di Bergamo
Da quella partita sono passati anni, ma il legame è rimasto. Oggi Noureddine continua a coltivare la sua passione per l’Atalanta mentre studia per diventare allenatore.
La sua storia racconta così un aspetto particolare del calcio moderno: una squadra può entrare nella vita di una persona anche a migliaia di chilometri di distanza. Per Noureddine è bastata una sera di Europa League, una partita vista quasi per caso e un’Atalanta capace di conquistarlo con il suo gioco e con il rapporto speciale che la lega alla propria gente.




