L’arrivo di Maurizio Sarri e il cambio ai vertici societari non hanno modificato una delle linee guida che accompagnano da anni la gestione dell’Atalanta: il mercato in entrata passa prima dalle operazioni in uscita. La società, infatti, vuole finanziare i prossimi acquisti attraverso una nuova cessione.
Senza Champions serve un’altra plusvalenza
Il mancato accesso alla Champions League pesa sui conti nerazzurri e rende ancora più importante la necessità di generare risorse attraverso il mercato. La partenza di Marco Palestra ha già prodotto un’entrata, ma non è sufficiente per sbloccare completamente le operazioni richieste da Sarri.
Éderson, rimasto a Bergamo, non rappresenta naturalmente un nuovo innesto per la rosa. Per questo il direttore sportivo Cristiano Giuntoli continua a lavorare alla possibile uscita di un altro giocatore, passaggio che dovrebbe precedere gli acquisti.
Sarri ha individuato le priorità
Il tecnico ha indicato due caratteristiche che ritiene necessarie per completare l’organico. La prima riguarda un esterno offensivo di qualità, mentre per il centrocampo serve un elemento duttile e con una certa capacità di inserirsi e contribuire alla fase realizzativa.
Non è quindi previsto un mercato fatto di operazioni scollegate tra loro. L’idea della società è mantenere l’equilibrio finanziario e procedere soltanto quando una cessione avrà creato lo spazio economico necessario.
Le ultime settimane possono diventare decisive
La chiusura del mercato è fissata al 1° settembre e il lavoro di Giuntoli entra così nella fase più delicata. L’obiettivo è arrivare alla conclusione della sessione con una cessione capace di finanziare i due rinforzi richiesti da Sarri.
La sequenza immaginata dall’Atalanta è dunque abbastanza chiara: un’uscita per creare risorse, poi gli interventi in entrata. È soprattutto negli ultimi giorni di mercato che il progetto potrebbe prendere forma definitiva.




