Rowe all'Atalanta, Fenucci svela i retroscena: 'Nervoso già dal ritiro, la sua gestione era complicata'
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Rowe all’Atalanta, Fenucci svela i retroscena: ‘Nervoso già dal ritiro, la sua gestione era complicata’

L’ad del Bologna, Claudio Fenucci, rivela i motivi della cessione di Rowe all’Atalanta: ‘Mostrava nervosismo, tenerlo avrebbe creato un impatto negativo sul gruppo’.

La cessione di Jonathan Rowe all’Atalanta non è stata solo un’operazione di mercato da 40 milioni, ma la conseguenza di tensioni interne al Bologna. A fare luce sulla vicenda è l’amministratore delegato rossoblù, Claudio Fenucci, che in conferenza stampa ha descritto una situazione diventata insostenibile. Secondo il dirigente, la gestione del calciatore inglese sarebbe stata “complicata”, spingendo il club a optare per il trasferimento in nerazzurro.

Un’insofferenza nata prima delle offerte

Il malessere di Rowe non è sorto con l’interesse dell’Atalanta, ma aveva radici più profonde. “Aveva mostrato nervosismo già dal ritiro”, ha spiegato Fenucci, precisando che questa insofferenza era evidente “sebbene non ci fosse alcuna offerta”. Il Bologna ha tentato più volte di convincere il giocatore a restare, ma senza successo. La dirigenza ha quindi dovuto prendere atto di una rottura che rischiava di minare i valori della “famiglia sportiva” che il club intende preservare, un principio che, secondo Fenucci, “non deve essere intaccato da nessuno”.

La concorrenza e l’impatto sul gruppo

Oltre al comportamento del giocatore, la decisione è stata influenzata da dinamiche di spogliatoio. Fenucci ha ammesso che trattenere Rowe avrebbe potuto generare “un impatto negativo sul gruppo”. Un fattore determinante è stata anche la competizione interna per il ruolo. L’amministratore delegato ha fatto un riferimento diretto a un altro giocatore della rosa bolognese. “La competizione con Cambiaghi, che sta facendo meglio di lui e merita di giocare”, ha concluso Fenucci, ha reso la cessione la scelta più logica per il bene della squadra.