Jonathan Rowe è arrivato all’Atalanta dopo una rottura che al Bologna aveva ormai assunto contorni difficili da gestire. A ricostruire le settimane che hanno preceduto la cessione è stato Claudio Fenucci, amministratore delegato rossoblù, che ha parlato di un rapporto diventato conflittuale e di una situazione non più sostenibile per il club.
Le parole del dirigente aiutano a chiarire come l’insofferenza dell’esterno inglese fosse iniziata ben prima che si concretizzassero le offerte per il suo trasferimento.
Rowe, il nervosismo già durante il ritiro
Secondo Fenucci, i primi segnali erano arrivati già durante il ritiro estivo. Rowe aveva mostrato nervosismo quando ancora non c’erano offerte concrete per il suo cartellino.
“Aveva mostrato nervosismo già dal ritiro”, ha spiegato l’amministratore delegato del Bologna, sottolineando come il malessere del giocatore non fosse quindi nato soltanto in seguito all’interesse degli altri club.
La società aveva provato a gestire la situazione e a convincere Rowe a rimanere, ma il rapporto è progressivamente peggiorato. Il momento più delicato è arrivato quando l’inglese è stato allontanato da un allenamento.
Da quel momento, per il Bologna è diventato sempre più complicato immaginare una permanenza del giocatore senza conseguenze sul gruppo.
La scelta del Bologna
Fenucci ha spiegato che la decisione di arrivare alla cessione è maturata anche considerando l’equilibrio dello spogliatoio. Trattenere Rowe in quelle condizioni avrebbe potuto avere un effetto negativo sul resto della squadra.
Il dirigente ha parlato della necessità di tutelare quelli che ha definito i valori della “famiglia sportiva” del Bologna, chiarendo che nessun singolo caso può compromettere l’equilibrio costruito all’interno del gruppo.
Per questo il club ha finito per prendere atto della situazione e valutare il trasferimento come la soluzione più opportuna.
L’Atalanta ha colto l’occasione
In questo contesto si è inserita l’Atalanta, che ha portato Rowe a Bergamo. Per il club nerazzurro l’operazione ha permesso di aggiungere alla rosa un esterno offensivo reduce dall’esperienza al Bologna.
Le parole di Fenucci raccontano quindi un retroscena che va oltre il semplice trasferimento: alla base dell’addio c’era una situazione interna diventata difficile da sostenere, con un rapporto deteriorato nel corso del tempo.
Rowe ha così lasciato Bologna e ha iniziato la sua nuova esperienza con l’Atalanta, mentre il club rossoblù ha scelto di chiudere una vicenda che rischiava di creare ulteriori problemi all’interno dello spogliatoio.




