L’Atalanta convince per qualità della manovra, ma fatica a trasformare quanto costruito in risultati. La squadra di Maurizio Sarri sta mostrando un’identità precisa, senza però riuscire a essere altrettanto efficace negli ultimi metri.
Una manovra che deve trovare più concretezza
Il problema emerge soprattutto quando la squadra arriva nei pressi dell’area avversaria. L’Atalanta riesce a costruire e a portare diversi uomini nella trequarti, ma spesso manca qualcosa al momento di concludere l’azione.
Éderson e Mario Pašalić rappresentano alcune delle soluzioni attraverso cui i nerazzurri provano a sviluppare il gioco, mentre davanti Gianluca Scamacca e Nikola Krstović sono chiamati a dare maggiore continuità alla fase realizzativa.
Il volume della manovra, da solo, non è però sufficiente. Per trasformare le prestazioni in punti servono maggiore precisione negli ultimi sedici metri e una presenza più costante in area.
Sarri studia alternative in attacco
Tra le soluzioni possibili c’è anche quella del falso nove. Charles De Ketelaere può essere utilizzato in una posizione più centrale e arretrata, con il compito di favorire il collegamento tra centrocampo e attacco e creare spazi per gli inserimenti dei compagni.
Si tratta di un’interpretazione che richiede automatismi precisi. Movimenti senza palla, distanze tra i reparti e tempi degli inserimenti diventano fondamentali per evitare che la squadra perda presenza negli ultimi metri.
L’obiettivo è trovare un equilibrio che permetta all’Atalanta di conservare la qualità della propria manovra aumentando, allo stesso tempo, la capacità di trasformare il gioco prodotto in occasioni e gol.




