Atalanta, Sarri analizza il 4-2-3-1: 'Alternativa valida, ma con più rischi'
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Ajax-Atalanta, Sarri: “Dobbiamo pensare una partita alla volta. Il nostro problema è la continuità”

Le parole del tecnico alla vigilia.

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Maurizio Sarri ha presentato in conferenza stampa la sfida tra Ajax e Atalanta, soffermandosi sulle qualità degli avversari, sulle ambizioni europee della Dea e sulle difficoltà incontrate dalla squadra in questa fase della stagione. Il tecnico nerazzurro ha insistito soprattutto sulla necessità di trovare continuità, senza lasciarsi condizionare dalle aspettative e dalle assenze.

L’Ajax e il fascino dei suoi cicli storici

Sarri ha riconosciuto il valore della formazione olandese, sottolineandone la qualità tecnica e la capacità di sviluppare combinazioni rapide negli ultimi metri.

«Mi hanno meravigliato quando ho cominciato a vederli perché sono una squadra di grandi valori tecnici, di grande palleggio, di grande abilità nelle combinazioni veloci a ridosso dell’area di rigore avversaria», ha spiegato. «Ci aspetta una partita di livello in un contesto bellissimo».

Il tecnico ha anche ricordato l’influenza esercitata dai grandi cicli storici dell’Ajax sul suo modo di studiare il calcio, citando in particolare l’evoluzione delle idee di Johan Cruyff al Barcellona.

Modulo e continuità: Sarri non svela le sue carte

Nessuna indicazione precisa sul sistema di gioco che verrà adottato contro gli olandesi. Alla domanda sulla possibile scelta tra 4-3-3 e 4-2-3-1, Sarri ha risposto senza sbilanciarsi: «Non te lo dirò neanche sotto tortura».

L’allenatore ha però individuato il principale limite della squadra: la difficoltà nel mantenere lo stesso livello di rendimento per tutta la partita e da un incontro all’altro.

«Ci sono sempre 30-40 minuti non buoni, buonissimi. Questa potrebbe essere la base su cui costruire qualcosa di importante, in questo momento alterniamo questi momenti molto buoni a momenti con grandi limiti», ha osservato. La priorità sarà quindi riuscire a prolungare le fasi positive, riducendo le discontinuità che finora hanno frenato la squadra.

Obiettivo qualificazione, senza pensare troppo avanti

Sarri ha invitato a non considerare la sfida con l’Ajax una sorta di finale anticipata. Nonostante il prestigio della società olandese e la sua storia europea, il tecnico vuole mantenere alta la concentrazione sul presente.

«Inizia la fase campionato, adesso ci sono queste sei partite, c’è da superare gli ottavi, quindi mi sembra tutto troppo prematuro», ha dichiarato. L’obiettivo è affrontare nel modo migliore il ciclo di incontri in programma, cercando di evitare il turno di playoff per accedere agli ottavi di finale.

«Bisogna fare 13-14 punti in sei partite. Andiamoci piano, andiamo un passo per volta», ha aggiunto, ribadendo la necessità di concentrarsi esclusivamente sul prossimo impegno.

De Ketelaere e la gestione delle energie

Tra i temi affrontati anche la possibile esclusione di Charles De Ketelaere dall’undici titolare. Sarri ha ricordato che, con un calendario così intenso, prima o poi tutti avranno bisogno di riposare. Sul momento del belga, il giudizio è equilibrato: il giocatore non sta attraversando la sua fase migliore, ma resta una risorsa importante.

«Parliamo di un giocatore molto forte, in questo momento non è in grande spolvero, ma se noi da questo ragazzo vogliamo la differenza lo dobbiamo supportare proprio in questo momento», ha spiegato.

L’allenatore ha quindi ribadito la fiducia nel potenziale del trequartista, sottolineando che il gruppo deve sostenerlo anche nelle fasi meno brillanti, in attesa che possa tornare a esprimersi ai suoi livelli.

Calcio italiano ed europeo, Sarri: “Non vedo tanta differenza”

Il tecnico ha ridimensionato anche le differenze spesso evidenziate tra il calcio italiano e quello europeo. A suo giudizio, il movimento italiano non è lontano dai principali campionati, anche se manca una squadra capace di imporsi con continuità ai massimi livelli continentali.

Sarri ha citato il percorso dell’Inter, finalista di Champions League due volte negli ultimi quattro anni, per sottolineare che il calcio italiano può ancora competere con le migliori realtà europee. Per quanto riguarda il livello medio, si è detto convinto che l’Italia sia tra i Paesi più competitivi.

Le differenze emergono soprattutto nelle competizioni a eliminazione diretta, dove l’intensità aumenta e ogni partita può risultare decisiva. Un contesto diverso rispetto a quello di un campionato, nel quale la gestione delle energie e la continuità assumono un peso maggiore.

Possesso palla o gioco verticale? La preferenza dell’allenatore

Sarri ha poi espresso la propria idea di calcio, prendendo come esempio il Paris Saint-Germain, vincitore della Champions League nelle ultime due stagioni secondo quanto richiamato in conferenza.

«Io penso che nel calcio vada tutto bene se viene fatto bene, se mi chiedi la preferenza personale preferisco una squadra di possesso», ha dichiarato. Pur riconoscendo l’efficacia delle squadre capaci di attaccare rapidamente gli spazi, il tecnico ha confermato la propria predilezione per il controllo del pallone e la costruzione del gioco.

Infortuni e critiche: “Non dobbiamo cercare alibi”

Le numerose assenze rappresentano un problema per la preparazione e per le scelte tecniche, ma Sarri non vuole utilizzarle come giustificazione. I giocatori disponibili, ha spiegato, devono essere messi nelle condizioni migliori per affrontare gli impegni, anche se alcuni hanno avuto meno tempo per lavorare con il gruppo rispetto a chi è presente dall’inizio della stagione.

«Le difficoltà aumentano inevitabilmente, però bisogna pensare a chi va in campo, è inutile pensare a quelli che sono infortunati», ha affermato, ricordando che la situazione riguarda anche le altre squadre impegnate in Europa e con numerosi nazionali.

Infine, Sarri ha liquidato il tema delle critiche, spiegando di non seguire commenti e polemiche esterne. A sostegno della propria posizione ha richiamato le parole di Jürgen Klopp sulla difficoltà di giudicare un allenatore al primo anno di lavoro.

«Io devo pensare a lavorare senza pensare a queste cose», ha concluso, rimandando al direttore sportivo eventuali valutazioni sul suo operato.