Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Atalanta-Kairat Almaty, in programma domani in Conference League. Il tecnico ha affrontato diversi temi, dal momento complicato della squadra dopo il pareggio contro il Parma alla necessità di ritrovare compattezza, senza trascurare le condizioni di Gianluca Scamacca e le possibili scelte di formazione.
Il momento della squadra e il lavoro del gruppo
«L’obiettivo è ricompattarci, avere un rapporto ancora più stretto tra noi, stare insieme senza parlare di calcio, costruendo un rapporto interpersonale più forte, che dia personalità e compattezza a tutte le componenti di staff e società. Sta andando normalmente. A me cambia poco, solo non fare la cena a casa perché solitamente arrivo al mattino presto e vado via alla sera. Una situazione simile mi è già capitata, a volte ne sono uscito e a volte no. Se ne esce con la coerenza, queste situazioni ora sono capace di accettarle e affrontarle».
Il pareggio contro il Parma e gli aspetti da migliorare
Sarri è tornato anche sulla partita contro il Parma, distinguendo il rendimento della squadra dalle responsabilità individuali: «Cerco di tenere l’uomo separato dall’allenatore. Le cose che non vengono incominciano a venire, perché nel primo tempo la squadra ha fatto quello che aveva provato nei giorni prima. L’aspetto sul quale dobbiamo riflettere è il perché un aspetto negativo porti a spegnersi».
Il tecnico ha poi analizzato la prestazione: «A volte ci sono casualità, secondo le statistiche abbiamo avuto 12 palle gol a 3. C’è tanta responsabilità nelle parti determinanti, sembriamo essere poco cattivi. Ma se devo parlare di calcio, sono molto soddisfatto del primo tempo. Gli aspetti non tattici ci hanno creato qualche problema, bisogna lavorare su quelli».
Scamacca prova a recuperare per il Kairat
In vista dell’impegno europeo, resta da valutare la disponibilità di Gianluca Scamacca: «Scamacca sta provando ad esserci, vediamo se riusciamo a farlo giocare domani. L’allenamento di oggi sarà decisivo».
Sarri ha sottolineato anche le difficoltà legate al calendario: «Accumulando le partite, la quarta settimana diventa di gran difficoltà, dobbiamo capire domani chi potrà riposare ancora e chi potrà giocare ancora».
Nessuna sottovalutazione dell’avversario, nonostante il momento delicato dell’Atalanta: «La partita sarà difficile per le nostre difficoltà attuali, loro hanno giocato e perso con squadre come Inter e Arsenal, non è che ci si può aspettare niente di semplice. In un momento così».
Le valutazioni sui giocatori e la reazione del gruppo
L’allenatore ha poi spiegato il lavoro svolto in questi giorni, tra confronti individuali e collettivi: «Abbiamo fatto degli incontri collettivi ed individuali, sono emerse delle cose nostre… stiamo cercando di lavorare sotto tutti i punti di vista, provando ad allenare chi sta uscendo dagli infortuni. Vogliamo avere un’idea chiara sulle valutazioni dei giocatori, affaticamento ed altro».
Il ritiro serve anche a rendere più immediato il confronto tra allenatore e squadra: «Stare qui ci rende tutto più veloce e semplice, alcune cose rimangono tra me e il giocatore, certi aspetti restano qui ed è giusto così».
Sarri ha ribadito di essere soddisfatto del lavoro sul campo, ma non di alcuni aspetti emersi nelle ultime partite: «Se parliamo di calcio, sono contento. Esclusa la capacità di trasformare in gol quello che proviamo e la leggerezza difensiva… poi ci sono altre cose che incidono, come la lucidità e le reazioni, di quello non sono contento. Potevamo rimetterla a posto la gara, abbiamo smesso di crederci subito. Questo non mi piace. Mentre il resto si allena sul campo, questo è di più difficile soluzione».
I giovani e la leadership nello spogliatoio
Infine, il tecnico ha parlato delle possibili opportunità per i giovani e del ruolo dei leader all’interno del gruppo. Sulle scelte per domani ha spiegato: «Vedremo domattina in base a chi ci sarà, poi decideremo se ci sarà qualche giovane o meno».
Sulla leadership, invece, Sarri ha evidenziato la necessità di un percorso di crescita: «È difficile da dire, secondo me qualcuno potrebbe incidere di più sul gruppo, diciamo che sono giocatori non abituati a farlo. Dovranno fare un percorso step by step, cerchiamo di farli crescere. Vediamo se arriveranno a quel punto velocemente…».




