Due partite cruciali, due gol da calcio d’angolo che hanno portato sei punti d’oro. L’Atalanta riscopre l’importanza delle palle inattive grazie alle reti di Isak Hien contro il Genoa e di Giorgio Scalvini contro la Roma, segnando un’inversione di tendenza rispetto a un inizio di stagione poco brillante sotto questo aspetto.
Un’efficacia quasi raddoppiata
Fino a poco tempo fa, il contributo dei calci piazzati al bottino di gol atalantino in campionato era piuttosto esiguo, con solo due reti messe a segno da Scalvini e Lookman. Le recenti reti dei due difensori hanno quasi raddoppiato la percentuale di realizzazione da palla inattiva (esclusi i rigori) in Serie A, portandola dal 10,5% al 19%. Se si include anche il rigore trasformato da Scamacca contro il Verona, l’incidenza sale ulteriormente, passando dal 15,8% al 23,8%, a testimonianza di una ritrovata pericolosità.
Uno sguardo a coppe e passato
Ampliando l’analisi alle coppe, il conteggio totale sale a sei gol su 33 (senza rigori), considerando le marcature di Pasalic in Champions League e di Ahanor in Coppa Italia. Questo dato segna un miglioramento rispetto al recente passato. Durante l’ultima stagione, infatti, la squadra aveva mostrato un calo, con solo il 20,5% dei gol totali provenienti da palla ferma (rigori inclusi), uno dei dati meno performanti della Serie A.



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