Un turno di stop per Daniele Chiffi. Questa è la conseguenza della sua direzione di gara in Atalanta-Napoli, una prestazione che ha lasciato scontento il designatore Gianluca Rocchi non solo per i singoli episodi ma per l’intera gestione dell’incontro. La decisione, però, alimenta un dibattito. Si tratta di una sanzione disciplinare o di una normale rotazione?
Punizione o riposo? La stampa si divide
Le interpretazioni dei quotidiani sportivi sono divergenti. Il Corriere dello Sport parla di una sanzione troppo lieve a fronte di errori considerati determinanti ai fini del risultato. Nel mirino ci sono soprattutto due episodi chiave: il mancato rigore concesso al Napoli e il gol annullato all’Atalanta per un presunto fallo di Hojlund. Secondo il quotidiano, la scelta di fermarlo per una sola giornata, con un possibile rientro in Serie B subito dopo, non appare una gestione lineare. Di parere opposto è La Gazzetta dello Sport, che definisce lo stop come un semplice “riposo”, inserito in una logica di turnover arbitrale. La stessa logica sarebbe applicata anche a Marco Piccinini, arbitro di Milan-Parma, escludendo quindi l’intento punitivo.
Un futuro immediato tra stop e impegni europei
Il dibattito si arricchisce di un ulteriore elemento. Nonostante lo stop nel campionato italiano, l’arbitro di Padova non resterà completamente fermo. Chiffi è stato infatti designato come VAR per due incontri europei. Sarà operativo in Newcastle-Qarabag e successivamente nel confronto tra Real Madrid e Benfica. Un paradosso che alimenta le discussioni: fermato in Italia, ma confermato per partite di livello internazionale.




