C’è chi ha affrontato il Bayern Monaco prima di molti altri. Era il 26 agosto 1973 e sul prato del Comunale un’Atalanta reduce dalla retrocessione in Serie B ospitava i futuri dominatori d’Europa. Marzio Lugnan, allora diciannovenne, era in campo e a distanza di anni racconta quella che fu una lezione di calcio e di vita. Un’esperienza vissuta al fianco di giovani talenti come Gaetano Scirea, di fronte a una squadra che sembrava provenire da un altro pianeta. Lugnan ha parlato a L’Eco di Bergamo.
Una sfida contro i miti
La partita finì due a zero per i bavaresi. Un risultato quasi scontato, con reti firmate da Franz Beckenbauer e Uli Hoeness. Lugnan ricorda ancora l’azione del primo gol: un tiro al volo del “Kaiser” che si insaccò nel sette. “Quei giocatori li avevo visti solo in tv”, racconta l’ex difensore. “In campo mi sembravano enormi, fisicamente e tecnicamente”. A lui toccò marcare prima Hoeness, ala destra, e poi Gerd Mueller, un mito di quegli anni. Nonostante la sconfitta, i nerazzurri non sfigurarono, creando occasioni con Pirola e Manera che misero alla prova il portiere Maier.
L’aneddoto fuori dal campo
Il ricordo più curioso, però, è legato a ciò che accadde lontano dal rettangolo verde. “Loro alloggiavano nel nostro albergo”, spiega Lugnan. Racconta di aver visto i giocatori del Bayern, che il giorno prima avevano giocato contro l’Hertha, mangiare tranquillamente un gelato. Un’immagine di normalità che strideva con la loro grandezza in campo. “Erano sorridenti, cordiali, alla mano. Ma io ero giovane, timido, non avevo il coraggio di avvicinarmi”.
Dalla storia all’attualità
Quel ragazzo timido oggi vede un po’ di sé in giovani come Honest Ahanor. Il calcio è cambiato, ma la maglia è la stessa. E la fiducia nel presente è totale. Lugnan guarda alla squadra allenata da Raffaele Palladino con ottimismo, convinto delle sue potenzialità. Il messaggio per il futuro è chiaro e diretto, senza giri di parole. “Anche la formazione attuale è fortissima. Questa squadra può giocarsela alla pari con chiunque. Anche col grande Bayern”.




