La sconfitta per 3-0 subita all’andata a Bergamo rappresenta un ricordo da cancellare per l’Atalanta. Quella partita, decisa da una doppietta di Berardi e da un gol di Pinamonti, resta un episodio isolato nel cammino del Sassuolo contro le squadre di alta classifica. La squadra di Palladino si presenta a Reggio Emilia con l’obiettivo di dimostrare la propria forza e prendersi una rivincita.
Un avversario dal rendimento alterno
Il Sassuolo sta disputando un campionato solido. Con 35 punti in classifica, la salvezza è ormai a un passo, con un margine di undici lunghezze sulla terzultima. Eppure, il cammino dei neroverdi rivela una tendenza precisa: la squadra capitalizza gli scontri diretti con le formazioni della parte destra della classifica, ma fatica a imporsi contro le prime otto. L’unica eccezione è stata proprio la vittoria contro l’Atalanta. Nelle ultime otto giornate, la squadra emiliana non ha mai pareggiato, collezionando quattro vittorie e quattro sconfitte, queste ultime arrivate contro Juventus, Roma, Napoli e Inter. Un dato che conferma la loro difficoltà contro avversari più strutturati.
Il tridente offensivo è il pericolo principale
L’identità di gioco del Sassuolo è chiara e si basa su un 4-3-3 offensivo. Il fulcro della manovra è il centrocampo, dove l’esperienza di Matic offre equilibrio, mentre le mezzali Koné e Thorstvedt garantiscono inserimenti e supporto. Il potenziale maggiore, però, si concentra nel reparto avanzato. Il tridente composto da Berardi, Pinamonti e Laurienté ha messo a segno 17 reti. Berardi, con 7 gol, si conferma il finalizzatore, nonostante abbia saltato una decina di partite. Pinamonti, autore di 6 reti, agisce da punto di riferimento per la squadra, mentre la velocità e l’imprevedibilità di Laurienté creano costanti pericoli sulle fasce. Per la difesa atalantina, con uomini come Hien e Djimsiti, sarà fondamentale il lavoro sugli esterni per limitare le loro iniziative.
Pressione e velocità per colpire i punti deboli
Se l’attacco è il punto di forza del Sassuolo, la difesa può rivelarsi vulnerabile. La retroguardia emiliana soffre quando viene attaccata in velocità e messa sotto pressione fin dalle prime fasi di gioco. Questa caratteristica potrebbe essere sfruttata da giocatori rapidi come Sulemana o dagli attaccanti di Palladino, come Scamacca e De Ketelaere, per scardinare l’assetto avversario. Attenzione anche ai cambi, con un elemento come Fadera che può incidere a partita in corso. Per l’Atalanta la trasferta di Reggio Emilia non è solo una questione di tre punti, ma l’occasione per ribadire la propria superiorità.




