L’Atalanta butta via una domenica. A Reggio Emilia, contro un Sassuolo ridotto in dieci uomini dal 16′, la squadra di Palladino perde 2-1 e manca un’occasione per la classifica. Una frenata inattesa. La sconfitta lascia i nerazzurri fermi a 45 punti, facendoli scivolare al settimo posto alle spalle del Como e allontanando la zona Champions League.
Superiorità numerica non sfruttata
Il cartellino rosso a Pinamonti dopo un quarto d’ora sembrava spianare la strada. Invece, la squadra si è spenta. Il Sassuolo ha trovato il vantaggio al 23′ con Koné, abile a sfruttare gli sviluppi di un calcio d’angolo e a punire una difesa distratta. Un colpo a sorpresa. Da quel momento, l’Atalanta ha tenuto il pallone senza mai trovare la via della porta, producendo un possesso palla lento e prevedibile contro una squadra ben organizzata da Fabio Grosso. Nessuna vera occasione creata fino al finale.
Le scelte di Palladino e i rimpianti finali
Sotto di un gol e con l’uomo in più, le mosse di Raffaele Palladino non hanno convinto. La sostituzione tra Scamacca e Krstovic è apparsa conservativa, senza dare la scossa sperata all’attacco. L’idea di affiancare le due punte non è stata presa in considerazione. Il raddoppio di Thorstvedt al 69′ con un tiro a giro ha complicato ulteriormente i piani, prima di un finale carico di orgoglio e sfortuna. Solo allora la squadra ha reagito. Il gol di Musah all’88’ ha riaperto la partita, ma il palo di Samardzic e la traversa di Scalvini nel recupero hanno spento le speranze, lasciando solo rimpianti




