Otto anni senza Emiliano Mondonico. La sua figura di allenatore e simbolo della storia atalantina viene commemorata nell’ottavo anniversario della sua scomparsa, un’eredità costruita su risultati concreti. Un legame indissolubile con Bergamo. La sua carriera da tecnico nerazzurro ha scritto pagine memorabili per il club.
Dalla Serie B all’Europa: la scalata di Mondonico
La sua panchina fu una svolta. Arrivato a Bergamo nella stagione 1987-1988, prese una squadra in Serie B e la riportò immediatamente nella massima categoria, dando il via a un triennio di risultati. L’Europa divenne il palcoscenico. Sotto la sua guida, l’Atalanta raggiunse la semifinale di Coppa delle Coppe, fermandosi solo contro il Mechelen che avrebbe poi alzato il trofeo. Nei due anni seguenti arrivarono un sesto e un settimo posto in Serie A, risultati che valsero la qualificazione alla Coppa UEFA.
Un legame nato sul campo
Mondonico fu anche calciatore. La sua esperienza in campo con la maglia nerazzurra fu però breve, limitata alla stagione 1971-1972. Collezionò appena due presenze, un capitolo fugace prima di diventare l’allenatore che avrebbe definito un’epoca per il club bergamasco.




