L’Atalanta mostra due volti. Uno è quello solido e quasi invalicabile esibito tra le mura amiche, l’altro è quello fragile e discontinuo visto lontano da Bergamo. Un’incostanza che ora rischia di pesare. Con 24 punti ancora a disposizione per chiudere la stagione, la squadra di Raffaele Palladino deve trovare un nuovo equilibrio per centrare l’obiettivo europeo. La qualificazione si decide fuori casa.
I numeri di un rendimento da invertire
Le statistiche evidenziano il problema. L’Atalanta non vince una partita in trasferta dal 15 febbraio, giorno del successo contro la Lazio. Un dato ancora più netto emerge analizzando le sfide contro le squadre della parte destra della classifica: l’ultima vittoria esterna risale a dicembre, contro il Genoa. Questa mancanza di continuità ha lasciato per strada punti, come nelle partite contro Verona, Pisa e Sassuolo, rallentando la corsa dei nerazzurri. Il risultato è un undicesimo posto nella classifica che tiene conto solo delle prestazioni esterne, un rendimento lontano dagli standard a cui il club ha abituato i suoi tifosi.
La sfida di Palladino per la volata finale
Il rendimento casalingo da solo non basta. Sebbene il calendario fitto di impegni tra campionato e coppe abbia inciso sul dispendio di energie, la gestione delle partite lontano da Bergamo resta un nodo da sciogliere per Palladino. Per mantenere vive le ambizioni di un piazzamento europeo, è necessario un cambio di passo immediato. Ogni punto perso ora può fare la differenza. Il margine per recuperare esiste, ma il tempo stringe. La volata finale richiede prestazioni solide e risultati concreti anche fuori dalle mura amiche.


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